Contro la crisi, l’adozione del maiale: un vantaggio per tasche e salute

Contro la crisi, l’adozione del maiale: un vantaggio per tasche e salute

Se la crisi pesa, una soluzione possibile è fare acquisti in gruppo e questo vale anche per le carni suine. Si attiva così la cosiddetta adozione del maiale: rivolgersi
direttamente all’allevatore e, da soli con altre famiglie, prenotare l’animale ed i suoi futuri derivati, come salsicce, prosciutti o carni fresche.

Tra gli sponsor del sistema spicca la Coldiretti, che spiega come l’iniziativa sia vantaggiosa sia per la salute che per il portafoglio degli acquirenti.

Il cliente può informarsi sul suo investimento, sia visitandolo di persona che osservandolo tramite web cam: in questo modo, si ha la conferma della qualità del trattamento e
della bontà della carne.

Inoltre, l’adozione facilita il risparmio: il costo del porcello (dai 400 ai 1000 euro) viene affrontato da gruppi d’acquisto collettivi, formati da famiglie, amici o anche condomini. Essi
dividono la spesa, dividendosi così anche le carni della creatura.

E non si rischia il digiuno: da un singolo esemplare (220 chili) si possono ottenere 60 salami di circa 800 grammi di peso e 20 chili circa di salsicce. Oppure, questo può essere
trasformato in 20 chili di cotechini, fino a 6 chili di costine 2 pancette di circa 7/8 chili,2 coppe di circa 2,5 chili, 5/6 formine di ciccioli ed, infine, 4 stinchi e frattaglie varie.

Come ricorda la Coldiretti, l’adozione del maiale interessa diverse razze (dalla mora dell’Emilia-Romagna al grecanico della Calabria), ed anche la quantità ed i prodotti sono
personalizzati, in quanto variano in base al peso della bestia ed alle usanze del padrone.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

Matteo Clerici

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