Contro il carovita: I benefici per le famiglie

Detassazione degli straordinari: Prendiamo un impiegato del commercio di primo livello con una retribuzione annua lorda senza straordinari di 24710 euro, se facesse tutte e 200
le ore di straordinario permesse in un anno dal contratto porterebbe a casa 373 euro in più di retribuzione netta.

Un operaio dei commercio di quinto livello invece, con una retribuzione lorda mensile di 1.250 euro, facendo tutti gli straordinari consentiti, avrebbe un aumento netto della retribuzione di
264 euro. Per un operaio metalmeccanico di secondo livello, con uno stipendio annuo lordo di 16.900 euro, il guadagno netto sarebbe di 371 euro nel caso fossero svolte tutte le 250 ore annue di
straordinario ammesse dal contratto. Per un impiegato metalmeccanico di sesto livello con una retribuzione annua lorda di 21.800 euro l’aumento netto complessivo sarebbe di 478 euro, sempre nel
caso vengano fatte tutte le ore di straordinario consentite in un anno.

Rinegoziazione dei mutui alla rata media del 2006: potrebbe riguardare 1.300.000 famiglie con un risparmio medio annuo di 850 euro.
a) Prima ipotesi: mutuo da 100 mila euro originari partito nel giugno 2001 per 20 anni. ll tasso di partenza (Euribor 1 mese 1,70) era pari al 6,29% e la prima rata era di 733 euro, scesa tra
il 2003 e il 2005, per poi risalire. La rata attuale è di 760 euro al tasso del 6,70%. Ristrutturando il mutuo al 4,9% fisso la rata scende a 677 euro con un vantaggio di 83 euro. Se il
costo dei denaro rimanesse inalterato per tutto il periodo il debitore dovrebbe tra 13 anni ancora 16.283 euro, con un allungamento della durata di circa due anni
b) Seconda ipotesi: mutuo da 100 mila euro originari partito nel giugno 2004 per 20 anni. Il tasso di partenza (Euribor 1 mese 1,50) era pari al 3,5% e la prima rata era di 580 euro mentre la
rata attuale è di 793 euro al tasso del 6,50%. Ristrutturando il mutuo al 4,9% fisso la rata scende a 679 euro con un vantaggio di 114 euro. Se il costo dei denaro rimanesse inalterato
per tutto il periodo il debitore dovrebbe tra 16 anni ancora 17mila euro, con un allungamento della durata di circa due anni e mezzo.

Abolizione dell’Ici sulla prima casa – A Roma, che per le abitazioni principali prevede un’aliquota del 4,6 per mille e una detrazione di 103,29 euro, secondo i dati del
Cresme, per una casa di 73 metri quadri, in zona Torino, di categoria A/2 (abitazione civile), e rendita catastale di 1.000 euro, finora il proprietario doveva pagare un’imposta Ici pari a 380
euro. Per una casa in zona Nomentano, di 82 metri quadri, di categoria A/3 (abitazione economica), con una rendita catastale di 920 euro, l’Ici era pari a 341 euro. Milano per le prime case
prevede un’aliquota lci del 4,4 per mille e una detrazione di 104 euro. Per una casa in corso Indipendenza, di 87 metri quadri, censita sotto la categoria A/2 (abitazione civile), con una
rendita catastale di 760 euro, l’imposta Ici dovuta era di 247 euro. Per una casa in viale Monza, di categoria A/3 (abitazione economica), dì 96 metri quadri e con rendita catastale pari
a 710 euro, l’imposta dovuta era di 224 euro

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