Conservatoria delle cucine mediterranee del Piemonte

«Food Market Festiva!», giunto alla sua quarta edizione, nasce da un’idea della Conservatoria delle Cucine Mediterranee del Piemonte, con l’intento di valorizzare i mercati come
luogo di incontro, relazione, consumo e scambio.

Un’idea che si è sviluppata e consolidata nelle edizioni precedenti e che vede ora ampliarsi la rete dei soggetti e degli interlocutori interessati, nonché i temi di riflessione ?
spiega la presidente Marcella Filippa». Lo testimonia l’attuale allargamento di Emporion, la rete europea dei mercati, nata dal successo della seconda edizione del 2006:
oltre ai cinque mercati di eccellenza di Budapest, Lione, Londra, Barcellona, Torino, annovera ora anche quelli di Salonicco e Instanbul. «Torino, con Porta Palazzo ? aggiunge
Marcella Filippa – si pone dunque come centro propulsore di pratiche di collaborazione con altri mercati particolarmente significativi del Mediterraneo, che si lega al ruolo
sempre più internazionale della città».

Federico Boario, rappresentante della Conservatoria in Emporion, sottolinea il ruolo sociale del mercato come luogo di integrazione di nuove etnie e migranti «in quanto
è il primo angolo della città in cui si reca una persona che provenga da altri paesi, perché vi trova i suoi prodotti e sapori, ma spesso anche la sua lingua». Il
mercato ? secondo Boario ? è anche il luogo dove il prodotto arriva in genere da una filiera più corta per cui i prodotti sono più freschi e l’offerta
più ampia; anche dal punto di vista del prezzo il consumatore ha una scelta maggiore. Il Mercato ha anche una funzione calmierante per i prezzi, tanto che i supermercati nel decidere i
prezzi del loro assortimento ortofruticolo fanno riferimento a quelli praticati nei mercati». «Due grandi questioni incombono su noi tutti: il surriscaldamento del nostro pianeta,
con le mutazioni climatiche conseguenti, e la globalizzazione dell’economia». E’ il vicepresidente della Conservatoria Ignazio Garau a metterle in evidenza.
«Attorno all’agricoltura, e al cibo, si gioca una partita decisiva per salvare il pianeta, ma noi sembriamo non rendercene conto, intenti come siamo a imbandire le nostre tavole con
prodotti di cui non conosciamo la stagionalità e la provenienza. L’agricoltura industriale e chimica è responsabile del 30% di tutte le emissioni di gas serra ed i trasporti
legati al settore agroindustriale incidono per il 17%. C’è poi una filiera distributiva inefficiente e costosa, che penalizza i produttori ed i consumatori, che incentiva la produzione
di grandi quantità rifiuti. A questo si aggiunge il tentativo di poche multinazionali di arrivare ad un controllo del mercato alimentare mondiale, come la questione degli OGM ha posto in
evidenza.» «I mercati – continua Garau – creano la possibilità di ricostruire circuiti economici locali, di recuperare le antiche varietà di prodotto.
Molti agricoltori stanno dimostrando che un’agricoltura senza chimica è possibile ed anche conveniente, ma non bisogna più perdere tempo nel cambiare».

«Food Market Festiva!» ha anche il sostegno di Paralleli-Istituto Euromediterraneo del Nord-Ovest. «Il motivo è chiaro: i mercati in quanto tali sono una istituzione
tipicamente mediterranea. Noi auspichiamo ? spiega il presidente Renato Lattes ? legami sempre più stretti con le realtà dei Paesi della sponda sud del
Mediterraneo, e quindi anche dei mercati.»

Torino

Appuntamento a Torino dal 26 al 27 aprile c/o Eataly, Via Nizza n. 230
Per info, Conservatoria del Piemonte: Tel. 39011 522 98 20/21/13 – Fax. 39 011 522 98 30 e-mail: conservatoria@tiscali.it

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