Conclusa la mostra su Santa Sofia

Sono stati più di ventimila, per l’esattezza 20 240, i visitatori de “Lo spazio della Sapienza. Santa Sofia ad Istanbul”, la mostra documentaria con cui il Meeting ha voluto proporre,
all’interno di Castel Sismondo, le immagini, le atmosfere e la storia di uno dei monumenti più famosi al mondo: Santa Sofia, l’ex basilica bizantina, la «madre di tutte le chiese
dell’Oriente cristiano».

L’antico tempio, trasformato in moschea dopo la caduta di Costantinopoli in mano ottomana (1453) è ora in museo nazionale.
Ben 326 sono stati i gruppi che hanno inserito questa mostra e Rimini nei loro programmi, un dato di sicuro interesse che conferma come le proposte del Meeting riescano ad ottenere riscontri
decisamente positivi.

Che “Lo spazio della Sapienza. Santa Sofia ad Istanbul” si sia rivelata molto di più di una tradizionale mostra è confermato dal successo del catalogo (andato completamente
esaurito), a dimostrazione di come, anche chi non ha potuto recarsi a Rimini, abbia apprezzato il fatto che il celebre monumento sia stato indagato e riproposto con immagini e con un taglio del
tutto originali.

A dar voce allo splendore della solenne liturgia, celebrata per secoli dentro la chiesa che vide l’incoronazione degli imperatori romani fino alla caduta dell’Impero d’Oriente, a Castel
Sismondo era presente una raffinata selezione di magnifici oggetti di culto di fattura costantinopolitana, prodotti nelle celebri officine del palazzo imperiale di Bisanzio, riuniti a Rimini
grazie alla collaborazione di molte istituzioni, dai Musei Vaticani al Tesoro della Basilica di San Marco a Venezia; per dare modo al visitatore di ammirare la qualità assoluta di
oreficerie, smalti, avori, mosaici e cristalli che le famiglie imperiale succedutesi sul trono d’Oriente commissionarono nei secoli ai più celebri artigiani del tempo.

I volti superstiti dei meravigliosi mosaici che un tempo rivestivano il tempio bizantino, le antiche croci cui si sovrappongono le decorazioni islamiche, l’incredibile profondità degli
spazi, sono state ammirate a Rimini grazie ad una campagna fotografica due volte unica: per essere la più recente realizzata e perché frutto del lavoro non di un consueto
fotografo d’arte, ma di Franco Pagetti. Abbandonato il glamour della moda nel 1994, Pagetti si è dedicato ai reportages di guerra in Europa, Africa, Asia, Medio Oriente, pubblicati sui
più grandi quotidiani e riviste internazionali. Oggi documenta, in esclusiva per la rivista Time, la vita quotidiana e l’ordinaria violenza dell’Iraq cui si è dedicato fin
dall’inizio del conflitto.

Come Pagetti ha catturato i volti e gli spazi di Santa Sofia, restituendoci l’anima viva dell’antico tempio, così le immagini girate da Massimo Coconi Santoni, operatore dalla lunga
esperienza televisiva, hanno colto il volto odierno di Istanbul, i colori del Bosforo, lo stupore di chi visita oggi Santa Sofia e intuisce da ciò che è rimasto lo splendore
abbagliante descritto nelle testimonianze di chi ebbe la fortuna di vedere la basilica nella sua integrità.

Chiusi i battenti su Santa Sofia, il Meeting, in collaborazione con i Musei Vaticani, è già al lavoro per definire gli ultimi aspetti organizzativi di quello che sarà uno
dei principali appuntamenti culturali europei del 2008: la grande mostra “Exempla. La rinascita dell’antico nell’arte italiana. Da Federico II ad Andrea Pisano” che riunirà a Castel
Sismondo testimonianze assolutamente uniche dell’arte classica, greca e romana, a confronto con capolavori di epoca medioevale.
La mostra, idealmente dedicata a Federico Zeri nel decimo anniversario della sua morte, esamina il grandioso fenomeno della ripresa dei modelli classici nell’arte medievale, partendo da
quell’epicentro della cultura che fu Castel del Monte. E’ qui, durante il regno di Federico II di Svevia, che si forma Nicola Pisano personalità, che con quelle di Giovanni Pisano e
Arnolfo di Cambio, contribuisce a rendere unico questo momento dell’a storia dell’arte europea.
La mostra “Exempla. La rinascita dell’antico nell’arte italiana. Da Federico II ad Andrea Pisano” è frutto di un progetto scientifico di Marco Bona Castellotti e di Antonio Giuliano (che
ne è anche il direttore scientifico). Aprirà i battenti il 20 aprile e resterà aperta al pubblico sino al 7 settembre del 2008.

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