Conciliazione: una soluzione rapida ed economica
14 Febbraio 2008
Piacenza – Secondo un’indagine condotta dalla Banca Mondiale, uno dei principali freni allo sviluppo produttivo dell’Italia è la lentezza dei processi che genera
incertezza negli scambi e scoraggia gli investitori, su 178 paesi considerati dalla ricerca, l’Italia si colloca al 155 esimo posto.
Il nostro Paese è nelle prime posizioni in Europa anche per numero di cause pendenti con una continua crescita del contenzioso. Tutto questo si traduce in un ostacolo alla
competitività delle imprese e alle relazioni imprese-consumatori.
Un modo efficace per dare risposta alla domanda di giustizia delle imprese e dei cittadini, a minori costi, e con la garanzia di tempi rapidi è la conciliazione.
A promuovere lo sviluppo di questa strumento veloce e flessibile per la soluzione delle controversie di natura civile e commerciale è impegnato da tempo il sistema camerale che ha
attivato il servizio di conciliazione sia tra imprese che tra imprese e consumatori e ha avviato esperienze innovative, anche in collaborazione con altre istituzioni.
In Emilia-Romagna, in particolare, nei mesi scorsi tra Regione, Unioncamere e Intercent-ER è stato sottoscritto un importante accordo per promuovere il ricorso alla conciliazione.
Per fare il quadro sulle iniziative fin qui intraprese e sulle potenzialità di sviluppo, Unioncamere Emilia-Romagna organizza il seminario di studio «Esperienze e strumenti
innovativi per lo sviluppo della conciliazione» in programma venerdì 15 febbraio dalle 10 alle 13, nella sala convegni della sede di Viale Aldo Moro 62 a Bologna e rivolto, con
ingresso libero, a tutti i soggetti interessati a promuovere la diffusione della conciliazione.
«Nel corso del seminario -dice il Segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna, Ugo Girardi – verranno approfondite alcune iniziative messe in campo per concretizzare le
opportunità offerte da questa procedura. Oltre a fornire una fotografia dell’esistente – aggiunge Girardi – l’incontro si prefigge di stimolare il confronto per individuare possibili
percorsi di collaborazione in ambito regionale utili a promuovere la diffusione ed un effettivo utilizzo delle potenzialità dello strumento conciliativo».
Per accedere alla rete di conciliazione, basta contattare la Camera di commercio della provincia di appartenenza, che mette a disposizione un regolamento, un tariffario, un codice di
comportamento per i conciliatori ed un elenco di conciliatori selezionati e formati.
Nel corso del 2007 a Piacenza sono state seguite 66 procedure di conciliazione, 22 hanno coinvolto imprese, 38 imprese e consumatori, 6 privati. Diciotto sono state le domande di conciliazione
relative alle controversie in materia di telecomunicazioni.
Le Camere di commercio, oltre all’assistenza nelle controversie tra imprese e tra imprese e consumatori, assicurano servizi di conciliazione per la fornitura di servizi di energia e gas,
subfornitura, turismo, telecomunicazioni, franchising, famiglia, tintolavanderia e in materia societaria. In Emilia-Romagna, le controversie insorte tra imprese e consumatori sono quelle
più frequenti. Per ciò che concerne le domande di conciliazione accettate dalla controparte, la quasi totalità di queste trova una soluzione positiva, sfociando quindi in
un accordo.
I settori economici più interessati sono le telecomunicazioni (grazie all’introduzione da parte di molte aziende del settore di clausole conciliative nelle proprie carte di servizio),
commercio, servizi e turismo.
Le Camere di Commercio si sono impegnate in un grande lavoro che non si è limitato all’istituzione dei servizi di conciliazione, ma si è esteso sino alla standardizzazione delle
procedure, alla formazione dei conciliatori e dei funzionari, alla divulgazione del servizio.
«Intendiamo potenziare le collaborazioni – conclude Girardi – e le loro strutture di servizi con gli operatori istituzionali della giustizia, con gli enti locali, oltre che con gli ordini
professionali, le associazioni di rappresentanza delle imprese e dei consumatori».





