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Con l’agricoltura biologica, meno parassiti sulle piante

Con l’agricoltura biologica, meno parassiti sulle piante

By Redazione

L’agricoltura biologica è il metodo migliore per combattere i pidocchi delle piante, gli afidi.

Mentre i diserbanti chimici alla lunga perdono efficacia, la via della natura (scacciare gli afidi con i predatori naturali) vince nettamente su lunghe distanze.

Lo sostiene una ricerca dell’Università di Wuerzburg (sezione Biozentrum) in Germania, diretta dal biologo Jochen Krauss e pubblicata su “PLos ONE”.

L’equipe di Krauss ha esaminato 15 campi biologici e 15 campi convenzionali, tutti coltivati a triticale, ibrido di grano tenero e segale.

Per maggiore sicurezza, i campi tradizionali hanno subito un secondo confronto, venendo paragonati con campi di grano, sia concimati e trattati contro le erbacce che anche irrorati con
insetticidi.

In base all’osservazione, nel breve le sostanze chimiche funzionavano: tuttavia, dopo poco tempo gli afidi ricomparivano. A riguardo, gli scienziati hanno due ipotesi.

Secondo la prima, l’insetticida stermina anche i nemici naturali degli afidi, ossia maggiolini e larve di crisopa e di Episyrphus balteatus. Privi di nemici naturali, i parassiti
aumentano in fretta.

Oppure, l’insetticida uccide quasi tutti gli afidi, con i predatori che si spostano altrove alla ricerca di nutrimento abbondante, lasciando i superstiti liberi di proliferare.

Secondo il capo-ricercatore “L’uso preventivo degli insetticidi contro gli afidi costa tempo e denaro, ma non porta benefici, stando ai nostri risultati”. Nel breve si ottengono dati positivi,
“Ma dopo quattro settimane ne abbiamo riscontrati di più che sui campi non irrorati. La cosa ha stupito gli stessi agricoltori sui cui terreni abbiamo effettuato lo studio”.

Gli scienziati fanno infatti notare i buoni risultati dei campi bio.

In tali zone, si riscontrava in primis una maggiore varietà di vegetali, cinque volte quella dei campi tradizionali. Inoltre, la maggiore presenza di antagonisti degli afidi riduceva
tali creature, cinque volte meno numerose che nelle zone trattate chimicamente.

Sulla base dei rilevamenti, Krauss e colleghi spingono per l’abbandono dei metodi di lotta chimica ai parassiti in favore dell’uso di nemici naturali.

FONTE: Krauss J, Gallenberger I, Steffan-Dewenter I (2011) Decreased Functional Diversity and Biological Pest Control in Conventional Compared to Organic Crop Fields. PLoS ONE 6(5):
e19502. doi:10.1371/journal.pone.0019502

Matteo Clerici

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