Come valutare la ricaduta sociale delle attività del volontariato?

Come valutare la ricaduta sociale delle attività del volontariato?

Sabato 21 marzo, alle ore 10.00, a Firenze presso l’Hotel Baglioni (Piazza dell’Unità Italiana), sarà presentato il volume Cesvot «La valutazione d’impatto sociale dei
progetti del volontariato toscano» di Andrea Bilotti, Lorenzo Nasi, Paola Tola, Andrea Volterrani (Cesvot, I Quaderni, n. 43, 189 pp.).

Alla presentazione, promossa da Cesvot e Coge Toscana in collaborazione con Csvnet, partecipano, tra gli altri, Roberto Giusti segretario della Consulta dei Coge-Comitati di Gestione dei Fondi
per il Volontariato e Marco Granelli presidente di Csvnet-Coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato.

Come si possono valutare gli effetti e le ricadute sociali delle attività promosse dal volontariato? L’equipe che ha elaborato il modello di valutazione ha individuato 15 indicatori utili,
tra cui il tipo di ricaduta sui beneficiari diretti e indiretti dell’intervento, il livello di continuità, trasferibilità e disseminazione del progetto, il grado di integrazione con
le politiche di welfare locale e di sviluppo delle relazionalità.

Valutare la qualità sociale delle attività del volontariato e offrire indicazioni utili per migliorarne la progettualità, la relazionalità e la funzionalità.
Questi gli obiettivi del modello proposto da Cesvot che, precisa il presidente Patrizio Petrucci, «non vuole essere uno strumento «sanzionatorio» ma piuttosto uno strumento
attraverso cui promuovere una cultura della valutazione. Grazie a questo modello, Cesvot potrà valutare la validità degli investimenti fatti e le associazioni potranno verificare
che le loro scelte, sia in ordine all’essere che al fare, siano effettivamente rispondenti ai rinnovati bisogni della comunità. La possibilità di valutare l’impatto sociale dei
progetti del volontariato permette a tutto il sistema di compiere un importante salto di qualità. Per Cesvot – continua Petrucci – questa non rappresenta un’esperienza isolata ma si
inserisce in un percorso condiviso con il Coge della Toscana di valutazione partecipata di tutta l’attività del Centro Servizi».

Oggi – dichiara Claudio Machetti presidente di Coge Toscana – in seguito ai recenti cambiamenti nel sistema del volontariato nazionale, il finanziamento alla progettualità delle
associazioni è diventata una metodologia di lavoro condivisa. Ancora di più, quindi, si sente l’esigenza di misurare i risultati e le ricadute di questo processo, in primo luogo per
verificare in concreto i risultati sulla comunità, ed in secondo luogo per la responsabilità sociale che abbiamo verso chi, prime fra tutte le fondazioni bancarie, investono ingenti
risorse per lo sviluppo del volontariato toscano.

Il modello proposto è stato pensato per valutare l’impatto sociale dei progetti finanziati da Cesvot con il bando «Percorsi di Innovazione». Grazie al bando, dal 2002 ad oggi,
sono stati finanziati 520 progetti per un investimento complessivo di 21 milioni di euro. I finanziamenti di Cesvot sono stati pari a 14 milioni, mentre il cofinanziamento messo a disposizione
dai soggetti partner (enti locali, associazioni, cooperative sociali, aziende, ecc.) è stato di 7 milioni di euro.

Il volume è consultabile on line sul sito www.cesvot.it (pubblicazioni>periodici>quaderni).

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