Coltiviamo la città, piccolo manuale di agricoltura cittadina

Coltiviamo la città, piccolo manuale di agricoltura cittadina

Con l’avanzare dell’urbanizzazione, i confini tra campagna e città sono più sfumati. Se allora il contadino DOC diventa sempre più raro, aumentano i cittadini che, anche
part-time, amano coltivare il loro pezzettino di terreno, mangiando quello che di vegetale viene su dalla terra.

Per chi si riconosce in tale descrizione, o semplicemente ama l’agricoltura cittadina, ecco “Coltiviamo la città”, testo di Massimo Acanfora, edito da Ponte delle Grazie.

Il primo è più immediato, quello del manuale. Testi e figure che illustrano le fasi della coltivazione, da pezzi di terreno a piccole strutture fai-da-te, come le serre casalinghe
fatte con scatole di plastica e tubi di cartoncino. Ovviamente, non mancano dati e schede sui singoli prodotti o sulle esperienze collettive, come gli orti comunitari e versioni simili
particolari.

Ecco così descritti i guerrilla gardens, la rete di orti cittadini “Rape libere metropolitane”, gli orti di recupero della Cascina Bollate, legate al carcere di Milano. Per chi fosse
coinvolto da tali situazioni e non potesse/volesse impegnarsi in prima persona, come adottare un orto, per ricevere le verdure coltivate da un vero contadino.

A riguardo, non manca la sezione naturalistica-alimentare, per informasi su vantaggi e svantaggi di cibo biologico e filiera.

A metà tra il manuale ed il vocabolario, l’ortiloquio: la sezione-glossario ricca dei termini del mestiere.

Più informatica e moderna, la sezione WEB: link oline dove scambiare prodotti (od informazioni) e reti di corporate gardens, orti aziendali in cui i dipendenti trascorrono le pause
caffè rastrellando in maniche di camicia.

Infine, la parte intellettuale, composta dai versi e della canzoni di De Andè, Conte e Montale.

Massimo Acanfora, “Coltiviamo la città. Orti da balcone e giardini urbani per contadini senza terra”, Ponte alla Grazie 2012, 127 pp., ill., 9 Euro.

Matteo Clerici

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