Coldiretti Ferrara: dopo il maltempo si contano i danni e ci si interroga su cosa fare

Non basta la pioggia e l’anomalo andamento climatico di questa fine primavera 2008: per le aziende agricole si tratta di fare i conti anche con i costi di produzione e con la burocrazia.

E’ l’allarme lanciato da Coldiretti, mentre si fa la conta dei danni in campagna.

“I problemi più evidenti sono per fragole, ciliegie e orticole, danneggiati dall’eccesso di umidità ed attaccati da malattie in modo grave – dichiara Mauro Tonello,
Presidente di Coldiretti Ferrara Рnonch̩ sul grano ormai prossimo alla raccolta ed in molte zone allettato dalle piogge pesanti che potrebbero favorire una germogliazione dei
chicchi nella spiga, e sicuramente il proliferare di malattie che ridurranno la qualità del prodotto”.

Oltre ai danni diretti, che in queste prossime ore sarà possibile quantificare con più precisione, auspicando che le precipitazioni atmosferiche siano finite,
preoccupano fortemente i costi che si dovranno affrontare per salvare le produzioni, evitando il propagarsi di gravi infezioni fitopalogiche.

“In alcuni caso purtroppo si stanno constando già danni irreparabili, ad esempio in coltivazioni di pomodori, attaccati da peronospora, e che dovranno essere distrutti in campo per
prevenire focolai di infezione in altri campi – continua Tonello – aprendo un grosso problema per le aziende, oltre alla perdita del prodotto: a chi comunicare e come questa situazione per non
perdere anche il contributo previsto per la produzione da avviare all’industria. Un problema che riguarda anche pere e pesche per la trasformazione e che ad oggi nessuno sa come affrontare,
mettendo in crisi ulteriore le imprese agricole, impossibilitate a produrre, per cause di forza maggiore e circostanze eccezionali e nonostante ciò, vittime di una burocrazia che
non ha ancora previsto le procedure da adottare.”

Coldiretti ha già avviato nei giorni scorsi le richieste di attivazione alla Regione ed agli enti competenti (AGREA e AGEA) di queste procedure, evidenziandone l’urgenza, a fronte
della necessità di prendere decisioni rapide da parte dei produttori, che non devono essere penalizzati anche sotto questo aspetto che è una delle tante conseguenze
negative dell’applicazione del disaccoppiamento parziale dei contributi comunitari dell’OCM ortofrutta.

Per tutte le altre coltivazioni, stante la pesante situazione climatica, Coldiretti ha chiesto di poter attivare, laddove necessario, eventuali deroghe ai disciplinari di produzione, per poter
evitare danni maggiori in assenza della possibilità di curare sollecitamente le malattie favorite dalla continua umidità, che comunque comportano interventi
straordinari e quindi maggiori oneri di produzione.

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