Coldiretti: con la dieta mediterranea risparmi in medicine

Coldiretti: con la dieta mediterranea risparmi in medicine

By Redazione

 

L’abbandono della dieta mediterranea provoca un aumento delle spese socio-sanitarie correlate all’obesità stimato in Italia in circa 23 miliardi di euro annui, per più
del 60 per cento dovute all’incremento della spesa farmaceutica e ai ricoveri ospedalieri.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l’obesità è responsabile di ben il 7 per cento dei costi sanitari dell’Unione Europea poiché
l’aumento di peso è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l’ipertensione, l’infarto e certi tipi di cancro.

Pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani – continua la Coldiretti – di
conquistare il record della longevità con una vita media di 78,6 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea. Un risultato che
è confermato dai recenti studi scientifici dai quali emerge che la dieta mediterranea riduce la mortalità per tutte le cause del 9 per cento sulla base delle ricerche
analizzate dal team di Francesco Sofi, nutrizionista dell’Università di Firenze e pubblicate sul British Medical Journal.

Ma il futuro è preoccupante con un terzo dei ragazzi italiani obeso o in sovrappeso proprio per effetto soprattutto del progressivo abbandono dei principi della dieta
mediterranea a favore del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate. In Italia l’allarme per l’abbandono della dieta mediterranea prosegue – sottolinea la
Coldiretti – anche nel 2008 con un ulteriore calo dei consumi di frutta (- 2,6 per cento), olio di oliva (-2,8 per cento), pane (-2,5 per cento), vino (-0,9 per cento) e verdura (-0,8
per cento), sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen relativi al primo semestre.

La Coldiretti sta realizzando il progetto “Educazione alla Campagna Amica” che coinvolge oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano ad oltre
tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L’obiettivo – precisa la Coldiretti –
è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta
mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’ agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.

Fermare la vendita delle merendine e dei dolci nelle scuole a favore di alimenti locali, freschi e sani come spremute, frutta e verdura di stagione anche da sgranocchiare e in grado di
assicurare senso di sazietà e garantire un adeguato apporto idrico può contribuire – sottolinea la Coldiretti – a sconfiggere i problemi di eccesso di peso e
obesità.

Un obiettivo che – conclude la Coldiretti – può anche essere incentivato con l’aiuto dei nuovi distributori automatici di frutta e verdura snack che si stanno diffondendo e dove
è possibile acquistare a prezzi calmierati frutta fresca, disidratata o spremute senza aggiunte di zuccheri o grassi come alimento rompi-digiuno per una merenda sana alternativa
al “cibo spazzatura”.

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