Cocchi: il Museo della Ceramica, “antenna” per Montelupo

By Redazione

Firenze – «Montelupo, paese a tutto tondo della ceramica, è un caso esemplare nel rapporto fra comunità e museo: la popolazione ne conserva la memoria, le imprese
artigiane ne proseguono la tradizione e la innovano, il museo ne documenta la storia secolare».

Paolo Cocchi, assessore alla Cultura di Regione Toscana è così intervenuto alla conferenza stampa di presentazione del nuovo «Museo della Ceramica» a Montelupo
Fiorentino. L’intervento economico della Regione per questa struttura, sul programma pluriennale 2003/2005, è consistito in due milioni e 340 mila euro.

«A Montelupo, in modo decisamente felice e creativo, il museo è davvero un’antenna del territorio: non solo deposito critico di beni e saperi, ma anche attento strumento di
fruizione pubblica per un patrimonio conservato, studiato, esposto». Precisato che Regione Toscana «sostiene con convinzione questa impresa che vede uniti così tanti
protagonisti, dal Comune alle associazioni di categoria, dagli studiosi al pubblico», l’assessore Cocchi ha anche sottolineato l’importanza di realizzare «una strada della ceramica
in Toscana».

Uno dei più importanti musei italiani ed europei di ceramica, unico al mondo per la sua collezione di oltre cinquemila maioliche provenienti da scavo e frutto di 33 anni di
attività archeologica, il museo di Montelupo Fiorentino ricostruisce cinque secoli di storia di una delle più importanti manifatture europee dell’antichità, centro di
produzione di Firenze durante tutto il Rinascimento. Realizzato secondo innovativi criteri museografici ed allestitivi in un edificio degli anni Trenta del Novecento, oggetto di una importante
ristrutturazione architettonica, il museo è articolato su tre piani (2.100 metri quadri di superficie totale, di cui 1.500 a spazio espositivo). Saranno visibili al pubblico, secondo un
ordine cronologico e tipologico, circa 1.200 maioliche, databili fra la fine del Duecento al Settecento. 400 sono inedite e mai esposte prima. Della collezione fanno parte anche alcune opere
frutto di donazioni o acquisizioni, come il celebre Rosso di Montelupo: bacile – datato 1509 – appartenuto alla collezione Rothschild di Parigi. Un capolavoro assoluto della maiolica
rinascimentale italiana che prende il nome dal particolare pigmento rosso usato nella decorazione. La sua composizione? Ancora oggi è un mistero

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