Cia Toscana su floricoltura regionale

Toscana – “La strada imboccata dalla Regione Toscana per il rilancio del florovivaismo regionale è quella giusta, ma è fondamentale agire in fretta”, lo afferma
Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana, in seguito al convegno di Lucca che ha ufficializzato -per voce dell’assessore regionale all’Agricoltura Susanna Cenni- la gestione unificata
dei mercati di Pescia e Viareggio, oltre alle indicazioni di indirizzo emerse che potrebbero far tornare il sereno in un comparto che conta 983 aziende, 1343 lavoratori e 80 milioni di euro di
produzione vendibile.

“Non bisogna commettere -ammonisce Pascucci- gli errori del passato riguardo alla gestione dei mercati floricoli; sarà necessario decidere velocemente per la riorganizzazione e stabilire
tempi certi per la nuova struttura di Viareggio, oltre a fare chiarezza sulla riorganizzazione e rilancio della struttura di Pescia. Per questo -prosegue- è auspicabile subito un
progetto per la gestione unificata e integrata dei due mercati, che porti una razionalizzazione e un potenziamento dei servizi agli operatori così come emerso negli incontri preparatori
del convegno”.

La Cia Toscana, insieme alla Cia di Lucca e di Pistoia, ha da tempo avanzato delle proposte di rilancio attraverso iniziative e incontri pubblici lanciando l’allarme sulle condizioni di crisi
del settore, “che definimmo di ordine strutturale”, e per il quale serviva una strategia mirata che riguardasse tutta la filiera: produzione, commercializzazione e promozione. E fra le proposte
della Cia Toscana quella di promuovere un marchio di origine della produzione e riconoscimento del valore del processo produttivo.

“Il distretto floricolo costituito di recente -aggiunge Pascucci- deve essere il luogo dove si definiscono le strategie per il rilancio del settore. Il punto di partenza per promuovere il
sistema locale, rafforzare il sistema associativo dei produttori, e avviare un nuovo rapporto con la cooperazione per rafforzare il sistema floricolo toscano. Inoltre, nel Psr ci saranno
risorse importanti per il settore, che vanno orientate per l’innovazione e la riduzione dei costi delle imprese. Solo attraverso l’aggregazione dei produttori si potrà raggiungere il
rafforzamento dell’intera filiera”.

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