CIA: Mucca pazza, niente allarmismi

 

La Cia sottolinea che il caso di Bse accertato è isolato e subito circoscritto. La rete di vigilanza sanitaria è una valida garanzia per consumatori e allevatori.

Bisogna evitare allarmismi inutili e dannosi. Il caso di Bse accertato presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Torino non deve suscitare alcuna preoccupazione per la
salute pubblica. I controlli sono ferrei e funzionano. A sostenerlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Il bovino malato proveniente da un’azienda zootecnica della Lombardia è un caso di “mucca pazza” isolato e completamente circoscritto. E’ stato subito
individuato e ciò -rileva la Cia- conferma che l’azione di controlli intrapresa all’indomani dell’allarme scattato nel 2001 è ancora molto efficace.

Per tale ragione -ricorda la Cia- questo caso non deve alimentare alcun timore tra i consumatori. D’altra parte, gli stessi dati lo confermano: negli ultimi due anni, è il
primo caso accertato di Bse. Sull’intero patrimonio bovino nazionale, anche grazie all’impegno degli allevatori che hanno investito molto in qualità e sicurezza
alimentare, continua un’attenta e assai rigida sorveglianza sanitaria.

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