Cia: Finanziaria, gli aumenti degli oneri sociali rischiano di mettere in ginocchio migliaia di imprese agricole

La Cia denuncia: nella manovra economica per il 2009 non c’è traccia delle indispensabili agevolazioni contributive, in particolare per le aziende di montagna e delle
zone svantaggiate. Con le impennate dei costi dei mezzi di produzioni e il calo dei prezzi all’origine, la situazione per gli imprenditori agricoli diventa drammatica. Appello a
Governo e Parlamento perché si adottino i necessari interventi.

Non bastavano i forti rincari dei costi produttivi (con punte anche del 50 per cento), ora sulle imprese agricole, e soprattutto quelle collocate in zone di montagna e svantaggiate,
rischia di abbattersi pesante la scure degli aumenti degli oneri contributivi. Le conseguenze potrebbero essere disastrose. Molte di queste aziende andrebbero fuori dal mercato, con i
riflessi facilmente immaginabili. A denunciarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale la legge finanziaria per il 2009, approvata ieri dal Consiglio dei
ministri, ignora totalmente il problema degli oneri sociali dell’agricoltura, rendendo così la situazione insostenibile per migliaia di imprenditori agricoli.

Nella manovra economica per il prossimo anno -sottolinea la Cia- non c’è traccia della tanto attesa proroga della legge 81/2006 che aveva sospeso, nel triennio 2006-2008,
gli aumenti delle aliquote contributive per le imprese agricole. Molto più difficile appare lo scenario per gli agricoltori delle zone montane e svantaggiate. Le agevolazioni
contributive (meno 75 per cento per la montagna e meno 68 per cento per le aree svantaggiate) finiscono con il prossimo 31 dicembre. Dal primo gli aumenti saranno considerevoli e per
aziende che già operano in condizioni di difficoltà le prospettive appaiono drammatiche.

Non solo. Molte di queste imprese -rileva la Cia- avevano aderito all’operazione di ristrutturazione dei debiti Inps e, con grande sacrificio, avevano regolarizzato la loro
posizione. Ora lo scenario futuro cambia completamente e il rischio di espulsione dal mercato non poi tanto remoto. Questo perché gli agricoltori si troverebbero stretti in una
morsa asfissiante provocata dal mix esplosivo delle impennate dei costi dei mezzi di produzione, degli incrementi degli oneri sociali e del calo dei prezzi praticati sui campi che si
è registrato in maniera evidente sia nel mese di luglio che in quello agosto.

Davanti a questa allarmante situazione, la Cia richiama l’attenzione di Governo e Parlamento affinché si possano attivare gli interventi necessari per garantire la
sopravvivenza di migliaia di imprese agricole che, soprattutto in montagna e nelle zone svantaggiate, svolgono anche una fondamentale azione di presidio e di salvaguardia del
territorio.

 

 

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