Chiara Aramini, Nocetum e PopHistory: la storia che si mette a tavola
6 Novembre 2025
Milano, 5 novembre 2025
La storia può sedersi a tavola. E può farlo grazie a Chiara Aramini, giovane storica e socia di PopHistory, che ha trasformato la sua formazione in Storia contemporanea in un impegno concreto, quotidiano e condiviso. Da anni lavora con l’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti), dove la memoria diventa un dialogo con il presente, non una commemorazione.
Una nuova generazione di storici pubblici
PopHistory nasce da un gruppo di studenti e professionisti che hanno frequentato il Master in Public History di Modena. L’obiettivo è chiaro: portare la storia nei luoghi della vita quotidiana con rigore scientifico e linguaggi accessibili.
Questa scelta ha dato vita a una rete di storici capaci di unire competenza accademica e creatività comunicativa.
Nocetum: un confine tra città e campagna
Nocetum è un centro di accoglienza, educazione e cura del territorio immerso nel Parco Agricolo Sud Milano, in quel punto in cui la città lascia spazio ai campi e agli orti. Qui la storia non si studia: si vive.
Chiara conosce Nocetum da anni e dal 2016 è volontaria nel doposcuola per i bambini del quartiere. Da questo legame è nato il progetto “La Storia in Tavola”, un pranzo–racconto che si terrà domenica 16 novembre alle ore 12.00, presso la sede di Nocetum, in via San Dionigi 77 a Milano.
Durante la giornata, alcuni piatti diventeranno strumenti di narrazione: un modo per intrecciare cibo, memoria e territorio. Chiara Aramini guiderà il pubblico insieme ad altri storici di PopHistory in un’esperienza dove ogni portata racconterà un frammento di storia condivisa.

Intervista a Chiara Aramini
D: Quando ha capito che la storia sarebbe stata il suo mestiere?
R: Quando ho scoperto che la storia non è un rifugio nel passato, ma una forma più lucida di guardare il presente. È lì che ho capito che non era un interesse, ma un modo di pensare.
D: Collaborare con l’ANED significa confrontarsi con memorie complesse. Che cosa le ha insegnato?
R: Che la memoria non è un oggetto, ma una relazione. Va coltivata, tradotta, resa comprensibile senza svuotarla. È una responsabilità civile prima ancora che professionale.
D: PopHistory lavora sulla divulgazione senza semplificare. Come si fa?
R: Si lavora sull’equilibrio. Bisogna essere chiari, ma mai superficiali. La storia è di tutti, ma non deve essere ridotta a slogan.
D: Perché raccontare la storia attraverso il cibo?
R: Perché il cibo è un archivio quotidiano. In un piatto ci sono migrazioni, stagioni, economie domestiche e memorie familiari. Inoltre, la tavola ha un potere che le aule spesso non hanno: crea ascolto.
D: Cosa rappresenta per lei Nocetum?
R: Un luogo dove la parola “comunità” non si pronuncia, si pratica. È la storia che si fa nella continuità dei gesti, non nelle celebrazioni.
D: Cosa accadrà il 16 novembre?
R: Si mangerà. E mentre si mangia, racconteremo. Ogni piatto servirà per aprire una storia del territorio. Nessuna cattedra, nessun palco: solo una tavola che diventa memoria condivisa.
La storia come gesto quotidiano
“La Storia in Tavola” non sarà solo un pranzo, ma un modo per unire narrazione, cibo e comunità. Ogni piatto racconterà la vita del contado milanese tra Seicento e Ottocento, collegando sapori e vicende umane.
Chiara Aramini e gli storici di PopHistory accompagneranno i commensali in un viaggio che attraversa tre secoli di cultura e convivialità, nel luogo dove Milano incontra la campagna.
Info e prenotazioni: www.nocetum.it/la-storia-in-tavola
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