Cellulari, tariffe e ricariche

Supermercati e uffici postali hanno poco in comune: dove ritiri le raccomandate, non puoi acquistare un chilo di patate, ma la ricarica del cellulare, ormai, la compri dove vuoi: alla cassa del
supermarket o allo sportello di un’agenzia delle Poste; dopo Coop e Carrefour (che sono partite a giugno) anche Poste Italiane, dal 26 novembre, è entrata nel mondo dei telefonini, con
il servizio Poste Mobile (il prefisso è 3771).

È l’ultimo arrivo fra gli “operatori virtuali”, aziende che vendono traffico telefonico anche se non gestiscono le infrastrutture, perché si appoggiano ai ripetitori di compagnie
convenzionali come Tim, Vodafone, Wind e Tre. Ma sono operatori di telefonia a tutti gli effetti, che stampano i loro marchi sulle “sim-card” e sulle tessere delle ricariche. E propongono
nuovi, interessanti, piani tariffari. Nei prossimi mesi, oltretutto, il panorama sarà ancora più ricco. All’inizio del 2008, infatti, partiranno anche le offerte di Conad, Auchan
e del gestore di telefonia fissa Tiscali. Segno che la novità ha superato bene il rodaggio. Tanto che, secondo uno studio della “merchant bank” Axia, il giro di affari degli operatori
virtuali, entro la fine del 2008, toccherà i 500 milioni di euro, raggiungendo il miliardo e 200 milioni nei prossimi quattro anni.

Semplicità innanzi tutto – Ma convengono davvero, le offerte di Poste e dei supermercati? Per rispondere a questa domanda, abbiamo raccolto le tariffe dei quattro operatori di
telefonia mobile italiani e le abbiamo messe a confronto con le proposte di Poste, Coop e Carrefour (che vende le sim-card con il marchio One nei supermercati Gs). E’ semplice accorgersi che le
tariffe “virtuali” hanno vantaggi concreti: molto più delle proposte di Tim o di Vodafone, le aziende con il maggior numero di clienti.

Senza dubbio, i prezzi migliori sono quelli di Poste e Coop. Oltretutto, a differenza degli operatori convenzionali, i “virtuali” puntano molto sulla semplicità: niente scatti alla
risposta, stesse cifre al minuto per le chiamate verso numeri fissi e mobili (anche di altri operatori) e pochi piani tariffari.

In questo modo, si limita la possibilità di scelta, ma si riducono anche le complicazioni. Gs, ad esempio, ha una sola tariffa (UNOMobile), Coop ne ha due (FacileCoop e VeloceCoop)
mentre Poste ha già lanciato tre offerte (Con Tutti, Con Noi e Con Tutti Premium, riservato ai titolari di un conto Banco Posta o di una carta PostePay). Invece chi si avventura fra le
condizioni contrattuali di Tim o di Vodafone, deve districarsi fra decine di offerte. Tim ha quattordici diversi piani tariffari ricaricabili, mentre Vodafone ne conta sei. Senza contare le
mille “trovate” degli uffici marketing: da un’opzione all’altra, il prezzo delle telefonate cambia di continuo, a seconda delle fasce orarie o del destinatario della chiamata (numeri di rete
fissa o di altri operatori, oppure numeri “amici”, iscritti ai “club” o alle “tribù”), cui si aggiungono decine bonus e promozioni.

La griglia della convenienza – Dagli uffici di Tim e Vodafone spiegano che la strada più conveniente cambia per ogni cliente, a seconda delle esigenze. Ma in questo labirinto,
risparmiare qualche centesimo può essere un’impresa faticosa.

“Non è vero che le offerte degli operatori virtuali sono più semplici”, commenta secco Andrea Duilio, responsabile marketing di Vodafone, e aggiunge: “Noi ci rivolgiamo a un
numero molto più ampio di consumatori, perciò dobbiamo tenere conto che la nostra clientela è più variegata”.

La tariffa Tim Club, ad esempio, scende a 9 cent al minuto quando si chiamano tre numeri “amici” a scelta; con Vodafone Tutti chi ricarica più di 15 euro spende solo 12 centesimi al
minuto per 30 giorni, mentre la tariffa “Super 5” di Tre permette di spendere 5 centesimi al minuto (per un massimo di mille minuti) senza scatto alla risposta, a patto di ricaricare il
telefono una volta al mese.

È molto più immediata la tariffa di Wind, Super Senza Scatto: nessuna complicazione. Fra le compagnie tradizionali, quella controllata dall’egiziano Sawiris offre le tariffe
più semplici e convenienti.

Le offerte “virtuali”? Poste Italiane è appena entrata in gara, ma è già in testa alla classifica: la tariffa Con Tutti è in assoluto la più conveniente.
VeloceCoop, infatti, costa un centesimo di euro in più al minuto. Fra l’altro, per avere la sim-card Coop, bisogna superare un piccolo ostacolo: è necessaria la tessera di
associato, che normalmente costa 20 euro (ma ha durata vitalizia e vale anche per i familiari). Restano indietro i cellulari Gs, che sono più convenienti rispetto a Tim e Vodafone, ma
non reggono il confronto con gli altri operatori virtuali e non permettono di spedire o ricevere mms.

La concorrenza in Europa – In Gran Bretagna gli operatori virtuali non sono certo una novità: il 10 per cento dei clienti della telefonia mobile è gestito da aziende che
non possiedono le infrastrutture. Ma anche in un paese “cugino” come la Francia le compagnie virtuali si sono già ritagliate una bella fetta di mercato. Carrefour, Auchan, Tele2 e Virgin
sono solo alcune delle dodici aziende che hanno deciso di vendere pacchetti di traffico ai francesi per strappare clienti ai giganti della telefonia mobile tradizionale, Orange e Sfr.

L’assalto procede bene: le compagnie virtuali hanno raggiunto la quota di due milioni di clienti, strappando il 4 per cento del totale. Meno buona, invece, la situazione dei prezzi: osservando
le tariffe degli operatori virtuali francesi, salta subito all’occhio che sono più alte rispetto a quelle italiane..

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