Carlin Petrini e Oscar Farinetti: businessmen ma anche promotori dell’educazione alimentare

Carlin Petrini e Oscar Farinetti: businessmen ma anche promotori dell’educazione alimentare

C’è chi accusa Berlusconi di farsi le leggi “ad personam” invece di criticare le mancanze del Governo, c’è chi accusa i presidenti dei consorzi di approfittare della loro
posizione per fini (non Gianfranco Fini) poco leciti, c’è chi sogghigna e sputa veleno, rodendosi il fegato per l’invidia, quando sente parlare dei successi degli altri.

E’ il caso di Oscar Farinetti e Carlo Petrini.
Entrambi, anche se con obiettivi e strategie diverse, sono sotto i riflettori dei “malpensanti” che dicono:-” …Carlin con Slow Food, ha messo in piedi una multinazionale del gusto,
sfruttando i poveri contadini, gli artigiani della terra,  la povera gente e le varie “nicchie” etno-culturali e tradizionali di Madre terra”.

Oscar ha inventato Trony, poi Euronics che ha venduto incassando un sacco di quattrini. Non contento si è inventato Eataly e continua ad ingrandirsi sempre più, acquisendo
aziende decotte, senza tirare fuori il becco di un quattrino.

Forse un fondo di verità c’è, ma entrambi non sono nè missionari e neppure francescani. Ed il loro business coinvolge non solo le loro figure ma un indotto notevole
di altri nuclei famigliari dal quale traggono il loro sostentamento.

Semplicemente hanno trovato il modo di fare business sfruttando i cambiamenti epocali (non le persone), la globalizzazione la vivono come un’opportunità coinvolgendo e facendo squadra
con chi rischia di esserne travolto. E’ grazie a Carlin Petrini se una moltitudine di nicchie popolari etniche culturali è ancora “viva” e forse si salverà dall’estinzione. …e non
ci stancheremo di dire che il buon Petrini lo vedremo ad Oslo.

GIA’, è merito di Oscar Farinetti se molte piccole/medie realtà hanno ritrovato una dignità riuscendo a vendere i loro prodotti a prezzi sostenibili, se aziende come
Fontanafredda sono un esempio di come si coltiva il cliente che ama il vino buono.
Dallo scasso alla tavola nulla è lasciato al caso, un disciplinare rigoroso che protegge il
consumatore finale. E questo, soddisfatto, premia chi lo sta “coccolando”.

Di certo, chi mugugna e si rode il fegato per i loro successi, è uno di quelli che invece di fare, preferisce criticare e denigrare l’operato degli altri.
E’ uno di quelli che difficilmente sbaglia in quanto è inerte ma efficacissimo nel rilevare il più piccolo errore. Degli altri, ovviamente.

Perchè questa lunga premessa su questi due personaggi?
Ecco il perchè:

Martedì 14 dicembre (in una saletta appartata)  in occasione del Convegno “Buone pratiche di Comunità” si è riunito a Pollenzo il Club dei Partner Strategici
dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.
Composto da 27 aziende e istituzioni che con il loro contributo sostengono le attività di ricerca dell’Università, il Club è alla sua terza riunione annuale.
Quella di martedì 14 dicembre è stata principalmente orientata sull’importanza dell’educazione alimentare.
Tra i presenti anche Riccardo Garosci, presidente del Comitato Scientifico del Programma Scuola e Cibo del MIUR, che ha presentato il documento programmatico per un piano di educazione alimentare
nella scuola italiana.
Questo incontro ha visto emergere unanimemente la rilevanza dell’educazione alimentare quale materia di studio nella scuola italiana in tutti i suoi cicli.
In particolare i presenti hanno concordato su come la multidisciplinarità di questo insegnamento debba essere prioritaria: dunque non solo sono da evidenziare gli  aspetti
nutrizionale e salutistico, ma anche quelli relativi al gusto, alla conoscenza e alla sostenibilità ambientale.
E’ inoltre emersa la necessità di pensare ad un corpo docente appositamente preparato a trattare queste tematiche.

Il Club è composto da:
Barilla, Città di Alba, Città di Bra, Coop Italia, Eataly, Elah Dufour, Eurostampa, Ferrero, Finiper, Fontanafredda, Fratelli Carli, Gaja, Giunti Editore, Gruppo Editoriale
l’Espresso, Gruppo Tuo, Lavazza Le vigne di Zamò-Ilcam, Maina, Marcopolo Engineering, Miroglio, Molino Casillo, Parmacotto, Pastificio Garofalo, Pontevecchio-Acqua Sparea, Provincia di
Cuneo, Sisvel, Slow Food Italia.

E chi sono i promotori di questo incontro “carbonaro” ?

Sempre loro: Carlin e Oscar.

Noi di Newsfood.com abbiamo un attimo di stizza,  non tanto per la loro perspicacia nel cogliere le occasioni e fare business ma per non essere stati chiamati  a fare da 28°
carbonaro.

A pensarci bene, forse stiamo pretendendo un po’ troppo. Le medaglie e gli elogi che riceviamo tutti i giorni, forse ci hanno dato un po’ alla testa.
E’ meglio se scendiamo dalla nuvoletta e torniamo con i piedi su questa terra.

E’ un Club e come in tutti i Club, nelle loro riunioni, si entra solo se si è soci, oppure graditi invitati.
L’importante è che il progetto sull’educazione alimentare vada avanti ed i nostri ragazzi possano trarne il massimo beneficio sperando che nel “corpo docente” vengano coinvolti anche
figure strategiche che conoscano bene i fondamenti della buona nutrizione:

Umberto Veronesi, Pietro Leemann, Evelina Flachi, l’Ordine Nazionale dei Tecnologi alimentari (e non l’ “esperto nutrizionista”, con titolo sì, ma senza vere
competenze scientifiche) …

Un chirurgo, un biologo, un farmacista hanno titolo per parlare di nutrizione ma non hanno certo le competenze di un Tecnologo alimentare e non sono molti quelli
iscritti all’Ordine Nazionale: poco meno di 2000 su circa 8.000 laureati in Tecnologia Alimentare.

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

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