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California, l’invasione dei calamari: grossi, cattivi e carnivori. Già alcuni sub attaccati

California, l’invasione dei calamari: grossi, cattivi e carnivori. Già alcuni sub attaccati

By Redazione

Le assolate coste della California sono assediate da un nemico marino. Ironia della sorte, non si tratta della “pecora nera” squalo ma di un calamaro (anche lui protagonista del folklore
marinaro) grosso carnivoro e pericoloso.

La specie in questione (il calamaro di Humboldt, o Dosidicus gigas) può raggiungere i due metri di lunghezza e i 50 kg di peso; sfruttando la propulsione del sifone
può raggiungere i 24 Km/h.

Tali creature amano muoversi in branchi anche numerosi e si nutrono principalmente di piccoli pesci e krill, ma non disdegnano prede più grandi.

A tal proposito, gli esperti invitano alla massima cautela i bagnanti: le grandi dimensioni e le formidabili armi naturali (il becco corneo duro ed affilato ed i tentacoli dentati lunghi e
potenti) rendono tali esseri un nemico pericoloso anche per l’ uomo.

Inoltre, il misto d’intelligenza, aggressività e che li caratterizza rende difficile prevederne le reazioni.

Il mollusco di solito vive alla profondità di 6-700 metri nelle acque del Pacifico Orientale e, per il colore rosso e l’ indole non troppo amichevole, si è guadagnato il
soprannome di Diablo Rojo (Diavolo rosso) da parte dei pescatori messicani.

Già numerosi subacquei hanno avuto incontri piuttosto ravvicinati con i calamari di Humboldt.

Shanda Magill descrive così la sua seconda esperienza, dopo una primo contatto amichevole:“Mi ha staccato il galleggiante dal petto e gettato via la luce, con una forza a dir poco
immane. Quando mi sono ripresa, il calamaro se ne era andato, ma io ero senza galleggiante. Ho scalciato come una pazza e non sapevo se sarei sopravvissuta”.

Sorte simile capitata anche a Roger Uzun, un fotografo sottomarino:“Appena ho acceso la telecamera sott’acqua si sono spinti verso di me e mi hanno colpito alla nuca. Sembravano volermi
tastare per vedere se ero commestibile. (Uno di loro). Mi ha quasi tolto la videocamera dalle mani”.

Nonostante il rischio, gli amanti del mare continuano ad essere affascinati da tali predatori degli abissi.

Il sub californiano Mike Bear riassume la questione in maniera perfetta:”Non nuoterei con loro come non camminerei in mezzo ad un branco di leoni nel Serengeti anche se so che sto perdendo
l’occasione di una vita”.

Oltreché per i comuni cittadini, l’ invasione dei diavoli rossi tentacolati si sta rivelando preoccupante anche per i biologi.

Gli studiosi fanno notare come la migrazione dei Dodicus Gigas dal loro ambiente abituale sia sintomo dello squilibrio progressivo dell’ ecosistema marino.

Tra i principali imputati, la scomparsa di predatori come tonni, pesci spada e squali e l’effetto serra, che surriscalda le acque e confonde i regolatori biologici dei calamari.

Normalmente, i calamari di Humboldt sono bersagli favoriti dei pescatori, che li catturano di notte ingannandoli con delle lampade: la carne di tali molluschi è molto apprezzata in
diversi stati, tra cui l’Italia.

Ma quello che sta succedendo in California è tutt’altro che “normale”: se passate da quelle parti, perciò, ricordate che la catena alimentare uomo-calamaro è incerta, il
rapporto predatore-preda variabile.

Perciò occhio.

Matteo Clerici

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