Caccia in Piemonte, Cavallera: urge modificare la legge regionale

By Redazione

Piemonte – “Non condividiamo l’ipotesi di delibera che la Giunta regionale ha proposto per modificare i regolamenti costitutivi degli ambiti territoriali per la caccia e i comprensori
alpini, perché riteniamo il provvedimento troppo cervellotico e guidato da uno spirito di parte più che dalla volontà di mettere ordine in materia”.

A parlare è Ugo Cavallera, consigliere regionale di Forza Italia Verso il Partito del Popolo della Libertà, che critica la proposta di delibera annunciata dall’assessore regionale
all’Agricoltura, circa la gestione di Atc e Ca. Un primo punto riguarda la previsione di limitare i possibili candidati alla rappresentanza dei Comuni all’interno dei consigli
d’amministrazione. I Comuni non saranno più liberi di eleggere come loro rappresentanti negli Atc e Ca i cittadini con le migliori competenze nell’ambito della caccia, ma la scelta
dovrebbe limitarsi ai consiglieri, assessori o dipendenti comunali che non sono necessariamente esperti in campo venatorio.

“L’obiezione si estende anche agli aspetti di forma e non solo di sostanza”, prosegue Cavallera. “E’ impensabile che un atto amministrativo regionale possa infatti imporre cambiamenti nella
rappresentanza di enti locali. Riteniamo che sia necessario almeno un atto normativo, benché nutriamo dubbi anche sulla legittimità di una legge regionale che condizioni
l’autonomia degli enti locali e le loro prerogative costituzionalmente garantite”. La proposta della Giunta regionale prevede inoltre di stabilire un numero massimo di due mandati, oltre i
quali il Presidente degli Atc non potrà più essere rieletto. “Siccome si vuole applicare la regola con effetto retroattivo per i presidenti in carica ci pare palesemente una
decisione orientata ad personam e ciò costituisce una forte interferenza sui poteri di gestione che competono agli Atc”, continua Cavallera. “Non è ammissibile un’imposizione del
genere, introdotta con atto amministrativo regionale. Se si vogliono favorire l’avvicendamento e la rotazione delle cariche l’unica opzione proponibile è quella della raccomandazione,
tuttavia è al cda di ogni Atc e Ca che deve spettare la modifica delle sue regole interne. Un ultimo punto della delibera attiene alla modifica del sistema di voto dei rappresentanti del
cda di Atc e Ca che la Regione vorrebbe trasformare da proporzionale con sbarramento al 10%, come è attualmente, a sistema proporzionale corretto.

“E’ comprensibile cercare un meccanismo di voto che garantisca qualche rappresentante in più alle associazioni minoritarie ma nello stesso tempo bisogna coniugare questo elemento con
l’altrettanto importante necessità di non frantumare e indebolire la rappresentanza della categoria”, prosegue Cavallera. In generale, ci sembra che la Giunta regionale stia occupandosi
in modo non condivisibile di aspetti secondari, dimenticandosi dei veri problemi della caccia. A mio avviso la cosa più urgente e importante da fare è riesaminare il testo della
legge regionale 70 del 96 procedendo ad un suo ammodernamento, rendendola più flessibile, in linea con le previsioni della legge quadro nazionale. Sarebbe inoltre compito della Giunta
elaborare criteri di indirizzo per gli Atc, aggiornando le norme di comportamento per i cacciatori e regole circa la coesistenza delle diverse modalità di attività venatoria, per
favorire un equo utilizzo dei territori degli Atc. Tuttavia, poiché la Regione si perde in deliberazioni complesse su aspetti molto circoscritti temiamo manchi la volontà politica
di intervenire laddove il potere normativo regionale dovrebbe realmente esplicarsi per dare disciplina alla materia”.

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