Buone notizie sul fronte della politica industriale marchigiana

By Redazione

Ancona – Finalmente parte il programma «Industria 2015» e l’interruzione anticipata della Legislatura non deve costituire un rallentamento di questo processo, lo
pensa Gianni Giaccaglia, assessore all’Innovazione, Industria, Artigianato e coordinatore della commissione Attività Produttive delle Regioni.

«Dopo una fase di difficoltà – ricorda Giaccaglia – dovuta alla difficoltà di dialogo con le Regioni, il Ministero ha cambiato strategia puntando sulla condivisione delle
decisioni. Per le Marche si tratta di un’importante occasione e riconoscimento, in quanto «Industria 2015» lavorerà sulle filiere produttive e utilizzerà, per i
meccanismi di trasferimento tecnologico alle piccole e medie imprese, il modello marchigiano. Auspico che l’interruzione della Legislatura non rallenti questo percorso».

Sul fronte della competitività delle imprese si è dunque sbloccata nei giorni scorsi la nuova strategia di politica industriale avviata dal Governo, che va sotto il nome di
«Industria 2015». E’ stata infatti raggiunta l’intesa delle Regioni sui primi tre decreti di attuazione dei progetti di innovazione industriale, per un ammontare di 690 milioni di
euro. Risorse che serviranno a introdurre nuove tecnologie per il risparmio energetico, la mobilità sostenibile e il made in Italy, assi portanti del programma.

«Si tratta di progetti – sottolinea l’Assessore – che prevedono attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione di processo e dell’organizzazione di servizi
suscettibili di tradurre la ricerca e l’innovazione in prodotti che abbiano effettive ricadute di industrializzazione al massimo entro cinque anni dall’avvio del progetto». I relativi
bandi, a cui parteciperanno le imprese, in particolare filiere o sistemi produttivi locali, le università, i centri di ricerca e di trasferimento tecnologico, saranno emanati entro il
mese di marzo.

Attraverso le «calls» effettuate per i settori del risparmio energetico e mobilità sostenibile sono emerse moltissime proposte progettuali (dalle Marche ben 160 solo in tema
di risparmio energetico) che nel confermare la vitalità del nostro sistema produttivo, segnano anche una conferma della direzione intrapresa, non solo nella programmazione delle risorse
nazionali ma soprattutto di quelle regionali per il sostegno alle imprese.
«La voglia di impegnarsi e di confrontarsi con la concorrenza internazionale sul fronte della ricerca e dell’innovazione non è mai stata così forte in Italia come in questi
ultimi tempi e ciò conferma che il Paese non intende affrontare i mercati internazionali da posizioni difensive» osserva Giaccaglia, che sottolinea come «nel caso del
progetto sul made in Italy, la «call» è stata sostituita da un confronto diretto con le associazioni delle imprese e le regioni, consentendo di individuare moltissime idee
caratterizzanti la vivacità del made in Italy nelle quattro declinazioni individuate: settore moda, casa, agrolimentare e meccanica/meccatronica». Un’area questa di forte interesse
per le Marche, da sempre palestra per l’attuazione di politiche industriali a base distrettuale dove è costante e fondamentale la logica di «filiera» e quella di
«localizzazione». «In questo ambito – dice Giaccaglia – l’esperienza marchigiana per il sostegno alle piccole e medie imprese rappresenta un paradigma di comportamenti che ha
attirato l’interesse governativo, non a caso tra le azioni che si intendono finanziare a sostegno delle filiere produttive emerge quella relativa al supporto alle infrastrutture per il
trasferimento tecnologico e alla introduzione di innovazione».(f.b.)

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