Bresciani: «più assistenza per italiani all'estero»

Buenos Aires – «Abbiamo verificato che tra gli italiani all’estero ci sono persone che di fatto non hanno una assistenza sanitaria efficace e accettabile: proporremo al nostro
ministro della Salute, Livia Turco, un provvedimento per garantire un fondo nazionale nell’ambito dei principi che regolano il nostro Governo«.

E’ la proposta avanzata dall’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, durante l’inaugurazione del reparto di ginecologia dell’ospedale «Alvares« di
Buenos Aires, struttura realizzata grazie al gemellaggio con gli ospedali «Riuniti« di Bergamo.

«I nostri immigrati – ha spiegato Bresciani – non devono essere visti in modo utilitaristico solo come un serbatoio di voti ma come persone portatrici di bisogni a cui bisogna guardare
con attenzione perché è necessario rispettare il coraggio di chi ha dovuto lasciare la propria terra mantenendo però la propria identità. Nel frattempo terremo un
costante collegamento con le associazioni dei lombardi all’estero per aiutare chi versa in condizioni di indigenza«.

Obiettivo del progetto realizzato in Argentina è stato quello di intervenire sull’umanizzazione al momento del parto, favorendo una dimensione naturale centrata sulla famiglia,
attraverso un deciso miglioramento del trattamento della patologia ginecologica e ostetrica e una riorganizzazione strutturale dell’area parto. Il gemellaggio, della durata di due anni a
partire dal febbraio 2006, ha ottenuto da Regione Lombardia un impegno finanziario superiore ai 100mila euro annui e ha visto una forte sinergia tra le équipe mediche dei due ospedali,
con la condivisione di esperienze e buone prassi.

In particolare il progetto si è concretizzato nella formazione del personale sanitario in ambito ginecologico – oncologico e chirurgico – laparoscopico in ginecologia, con la fornitura
di strumenti di base per la chirurgia ostetrica e l’ammodernamento edilizio, impiantistico e strumentale dell’area parto dell’ospedale Alvarez. Beneficiari dell’intervento saranno dunque le
famiglie che ora potranno partecipare più compiutamente all’esperienza di una nuova nascita, grazie ad un ambiente più moderno e confortevole; le donne affette da patologia
ginecologica oncologica potranno finalmente beneficiare di interventi meno invasivi.
Inoltre il miglioramento dell’accessibilità ai servizi materno- infantili faciliterà l’assistenza anche a fasce di popolazione che per varie motivazioni sociali e culturali hanno
una scarsa tendenza ad utilizzare i servizi ospedalieri, proponendo percorsi d’eccellenza nell’area della prevenzione e anche in tutti gli aspetti legati al fenomeno degli abusi sessuali. (Ln)

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