Borse ok: Milano chiude a 10,93, Parigi a 11,18 Tremonti e Draghi: più liquidità alle banche Il Governatore: l'Euribor deve andare sotto il 5%

By Redazione

 

 

In Borsa una giornata sì, quale non la si vedeva da tempo. Piazza Affari chiude a 10,93, Parigi a 11,18. E tutta Europa fa segnare indici
largamente positivi. La “cura europea” funziona. E l’impressione è confernata anche dall’apertura di Wall Street, in deciso rialzo dopo giorni e giorni di sofferenza.
La Borsa, che funziona solo parzialmente per la festività del Columbus day, parte in forte rialzo: il Dow Jones guadagna nei primi scambi
il 4,36% a 8.819,56 punti, il Nasdaq sale del 5,16% a quota 1.734,60 e lo Standard & Poor’s avanza del 3,96% a 934.85 punti. Le buone notizie “made in Usa”, a questo
punto, hanno dato nuovo slancio alle Borse europee, già in andamento positivo.

Il consiglio dei ministri italiano 

Non emerge una cifra tonda, come dai piani approvati oggi a Parigi e a Berlino, ma il Consiglio dei ministri italiano si conclude con un messaggio
chiaro: le banche avranno una liquidità praticamente illimitata sia per rifinanziarsi che per ristabilire quel meccanismo di fiducia tra loro, che si è incrinato nelle
ultime settimane e che fa sì che anche chi ha del denaro in cassaforte prefirisce non prestarlo.

In cambio – e l’ha chiesto esplicitamente Mario Draghi, governatore di Bankitalia – dovrà scendere l’Euribor (quello che tra l’altro pesa sui
mutui a tasso variabile) al di sotto del 5%, visto che la Bce ha fatto calare il costo del denaro, fin dalla settimana scorsa, al 3,75%.

Alla conferenza stampa che presenta le conclusioni del Consiglio dei ministri straordinario che si è tenuto dopo le decisioni dell’Eurogruppo a
Parigi, con il governatore di Bankitalia, c’era il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che ha dichiarato che la manovra del governo italiano è stata approntata in 2
tappe.

Il decreto dell’8 ottobre, successivo alla riunione dell’Ecofin, che ha esteso le garanzie sui depositi e quello di oggi che si compone di due soli
articoli, entrambi importanti.

 

Garanzia di Stato per 5 anni

Il primo prevede una garanzia di Stato per 5 anni sulle passività delle banche che saranno presentate entro il 31 dicembre del 2009. Questa
garanzia si realizzerà scambiando titoli di Stato a garanzia del debito delle banche italiane o sui loro crediti. L’obbiettivo – ha aggiunto Tremonti – è di stablizzare il
sistema, garantirne la liquidità, accrescere la fiducia dei risparmiatori.

Mario Draghi ha anticipato che la Banca d’Italia sta per varare nuove disposizioni per “rendere più liquido il mercato”. In particolare, per
ottenere danaro dalla Banca d’Italia, basteranno garanzie anche per 500.000 euro e non per un milione come era fino a oggi. Insomma il discorso del Governatore alle banche italiane si
può sintetizzare così: “Se volete soldi, ve li diamo. Ma poi usateli e fateli girare, non lasciateli in cassaforte”.  

Qualcuno dei giornalisti presenti ha chiesto agli interlocutori se questo tipo di finanziamento alle banche non avrebbe aumentato il debito pubblico.
Netta la risposta del direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli: i decreti approvati dal governo non avranno alcuna incidenza sul
deficit”. Grilli ha sottolineato che “si tratta di operazioni finanziarie”. Le garanzie, ha aggiunto, “se utilizzate potrebbero avere effetti sul debito lordo” .

Resta, comunque, abbastanza indecifrabile la ragione per cui l’Italia ha scelto una strada diversa da quella, molto più esplicita, della Francia e della Germania. 

 

Duro commento dei consumatori

Molto duro il commento di due importanti associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori. Il governo
italiano – dice una nota affidata alla stampa –  “abituato ad approvare le proposte in 7 minuti al Consiglio dei ministri, ancora non ha fatto sapere l’entità delle
cifre messe in campo nel decreto per la stabilità dei mercati approvato oggi, dimostrando ancora una volta reticenza e mancanza di trasparenza”.
Adusbef e Federconsumatori sottolineano che, al contrario degli altri paesi europei che hanno annunciato l’entità dei piani anti-crisi, dal consiglio dei ministri italiano
siano uscite “solo chiacchiere fumose senza copertura”.

 

Misure che tutelano solo le banche

Le associazioni sono “molto critiche rispetto a misure che mettono al centro l’esclusiva stabilità del
sistema bancario” e chiedono, invece, al governo serie misure per salvaguardare “i diritti ed i denari investiti dei risparmiatori, tramite il riacquisto dei mutui
concessi a tasso variabile a 3,2 milioni di famiglie strozzate dagli aumenti dei tassi assieme alla copertura degli investimenti in titoli tossici, come Lehman ed affini e polizze
strutturate”.
“Se la liquidità offerta al sistema bancario viene usata semplicemente per tamponare le falle dei bilanci, senza che le famiglie in enorme difficoltà economiche
vengano aiutate anche mediante un bonus fiscale straordinario per far respirare l’economia e sottrarre milioni di cittadini alla morsa dell’indebitamento, delle procedure esecutive
e dei pignoramenti immobiliari aumentate del 19 % in media rispetto al 2007, non si raggiunge l’obiettivo della ripresa economica”: è questa la conclusione di Adusbef e
Federconsumatori.

Buone notizie da Wall Street 

L’esame che si attendeva da Wall Street sembra aver dato risultati positivi. I futures sul Dow Jones balzano di 359 punti, quelli sul Nasdaq di 56,50 punti e quelli sullo S&P 500 di 42,4 punti. Da
notare che la settimana scorsa il Dow Jones ha riportato il tonfo più sostenuto della sua storia, registrando una perdita del 18,15 per cento. 

  Milano è  – nel primo pomeriggio – la migliore Borsa d’Europa, con il Mibtel che guadagna il 7,87% e l’S&P/Mib che
guadagna il 7,86%. Ottima anche Francoforte, con il Dax che guadagna il 7,38% dopo che il governo tedesco
ha approvato il pacchetto di salvataggio delle banche da 500 miliardi di euro messo a punto dai vertici europei. I riusltati delle due Borse
migliorano ancora verso le 16: Milano raggiunge il 8,57 e Francoforte il 8,68. Molto positiva anche Parigi dopo il varo del piano Sarkozy: 7,27.

Rialzi più contenuti, invece, per il Ftse100 di Londra ( 3,37%), penalizzato dal forte calo
di alcuni titoli bancari come Hbos (-22%).

 

Dalle parole ai fatti

 

Londra, Parigi e Berlino fanno seguire alle parole i fatti: i governi francese e
inglese daranno 300 miliardi di euro ciascuno alle banche in difficoltà, quello tedesco, a quanto pare, li batterà tutti, con 480 miliardi, di cui 80 per ricapitalizzare
direttamente alcune banche e 400 a garanzia dei prestiti interbancari. Anche Sarkozi fa seguire alle parole i fatti. La Franca stanzia 40 miliardi di euro per ricapitalizzare le banche
in difficoltà e 320 a garanzia dei prestiti interbancari.

Vedremo che farà il Consiglio dei ministri italiano, riunito alle 15 a Palazzo Chigi, assente Berlusconi che è negli Usa in visita a Bush. Il
Consiglio sarà presieduto a Palazzo Chigi dal ministro Altero Matteoli, mentre la conferenza stampa sarà tenuta dal ministro delle Infrestrutture assieme a quello
dell’economia, Giulio Tremonti.

 

La fiducia delle borse 

Insomma i fatti si succedono e anche per questo le Borse credono che il “Piano europeo” potrà aver successo.. Per la prima volta, da quando è
iniziata questa crisi, fanno registrare un segno più, da quelle orientali a quelle europee dove le aperture sono tutte in positivo e migliorano col passar delle ore. Milano, dopo
appena un’ora dall’apertura, fa già registrare un 2,71%, che alle 9,30 diventa un 6,1% e i titoli delle banche, svalutatissimi nei giorni scorsi, sono i più comprati. Tra le
“performance migliori: Banco Popolare ( 9,4%), Saipem ( 9,1%), Italcementi ( 8,8%), Impregilo ( 8,8%), Intesa ( 8,1%), Enel ( 7,8%), Eni ( 7,7%), Unicredit ( 7,6%), Unipol ( 7,4%), Bpm
( 7,1%) e Fonsai ( 7,3%).

Alcuni titoli vengono addirittura sospesi per “eccesso di rialzo”. Parigi guadagna il 5,39%, Francoforte il 5,43%, Madrid il 5,36% e Londra,
l’1,07%.L’operazione Europa, a quanto pare, si rivela convincente. Anche perché sorretta, finalmente, dai fatti: la Gran Bretagna immetterà 37 miliardi di sterline in tre
grandi banche per ricapitalizzarle. A Londra l’indice Ftse 100 avanza dell1,07% e poi cresce ulteriormente fino al 5%. Il Dax di Francoforte va su’ del 2.1%. Madrid cresce del 5,65%.
Zurigo sale del 6,7%. Una buona giornata, finora.

A metà mattinata va ancora meglio 

A metà mattinata le borse europee guadagnano mediamente 7 punti percentuali. L’indice paneuropeo Dj Stoxx segna un balzo del 7%, risale di molto
anche Piazza Affari a Milano ( 7,25%), Parigi ( 7,34%) e Madrid ( 7,13%). Bene anche Londra ( 6,48%) e Francoforte ( 6,5%).
A Milano, spiccano le performance di titoli come Banco Popolare ( 11%), Impregilo ( 9,6% e Seat Pagine Gialle ( 9,2%). In recupero anche UniCredit ( 5,6%), che la scorsa settimana
é stata al centro di tante vendite, mentre Intesa SanPaolo, dopo una serie di sospensioni per eccesso di rialzo al rialzo avanza dell’11 per cento.
Bene poi le altre società a maggiore capitalizzazione come Telecom ( 7,8%), Fiat ( 10%) e il tandem Eni ( 5,8%), Enel ( 8,49%). Resta sospesa per eccesso di rialzo
Fastweb.

Che cosa è successo ieri 

Non era ufficiale, ma era del tutto vera. Nicholas Sarkozi, nella conferenza stampa che chiude i lavoro dell’Eurogruppo, conferma punto per punto la “bozza” d’intesa circolata un’ora
prima in sala stampa e di cui nessuno si voleva attribuire la paternità. Sarkozy, parlando ai media di tutto il mondo, ha sottolineato la valenza straordinaria dell’incontro di
oggi all’Eliseo.

“Abbiamo affrontato – ha detto – questa crisi con la solidarietà che ci lega e ci deve legare, visto che abbiamo una moneta comune. Occorre che agiamo in maniera coordinata, anche
se ciascuno secondo la specificità del suo paese.

Il piano d’azione che abbiamo seclto, comunque, è applicabile in ogni nazione europea, con le varianti del caso, ma all’interno di una quadro unico”.

“Il nostro primo obiettivo – ha continuato il presidente di turno dell’Ue – è quello di ridare il denaro al denaro che ne hanno bisogno, ma per far sì che esse lo prestino
alle famiglie dei consumatori per consumare em alle aziende, specie alle piccole, per farle continuare a produrre.

La Bce ha già ridotto il costo del denaro e il presidente della Bce, Trichet, ci ha garantito che metterà le banche nelle condizioni di poter effettuare prestiti alle
famiglie”.

 

Nessun deserto del credito 

Insomma non vi sarà un deserto del credito, che è l’ipotesi più temuta, con una recessione che avanza a grandi passi.

“Noi – ha voluto sottolineare Sarkozy – non facciamo regali alle banche, ma daremo loro dei soldi, a prezzo di mercato, per farceli poi restituire.

L’Eurpa sopsterrà le banche che rischiano il fallimento, anche se tutti i manager colpevoli di cattiva gestione dovrenno essere messi da parte”.

“Nessuno dei nostri paesi – ha concluso Sarkozy – può affrontare la crisi da solo. La crisi è tanto grave che va affrontata nella sua globalità. Per questo domani
l’Italia, la Francia, la Germania convocheranno i loro Consigli dei ministri per mettere in pratica le azioni decise oggi e per la stessa ragione il Consiglio europeo fissato per il 15
e 16 ottobre verificherà se e come queste misure sono state prese da tutti”.

 

 

 

Gli accordi della “Bozza” 

Il testo della “bozza” circolata ijn anticipo si è rivelato aderente con la conclusione dei lavori descritta da Sarkozy.

Comunque, nel teso, risuonano alcune espressioni- chiave ribadite dal presidente francese: un impegno importante dei 15 partecipanti (più Gordon Brown che, dall’esterno ha tessuto
la tela) ribadisce che nessuna banca o istituzione finanziaria sarà lasciata fallire prima del 31 dicembre 2009.

Ci sarà, infatti, la garanzia dei governi sui prestiti interbancari fino alla fine del prossimo anno, il tempo per dare ai mercati la possibilità di “quietarsi” e di separare
l’erba cattiva dalla buona. 

Il documento prevede anche la possibilità per i governi di fornire alle istituzioni finanziarie i capitali necessari per assicurare il buon funzionamento dell’economia e di
impegnarsi per le ricapitalizzazioni degli istituti di credito in difficoltà.

 

 

Il seguito dell’intesa

Secondo il testo circolato all’Eliseo: ” I governi si impegnano a evitare qualsiasi fallimento di istituzioni bancarie rilevanti e di sistema, attraverso appropriati mezzi, ivi inclusa
la ricapitalizzazione”. Nella bozza si sottolinea anche che i governi vigileranno per quanto concerne gli interessi dei contribuenti e faranno sì “he gli azionisti e il management
esistenti sopporteranno le necessarie conseguenze dell’ intervento” statale. “La ricapitalizzazione di emergenza di un determinato istituto – si legge ancora nel testo – dovrà
essere seguita da un appropriato piano di ristrutturazione”.

 

L’Ocse “vede nero” fino a fine 2009

Una conferma dell’imminente recessione che colpirà il mondo industrializzato arriva anche dall’Ocse. Le prospettive dell’economia “appaiono tetre” per il segretario generale
dell’organizzazione, Angel Gurria, per il quale l’economia rimarrà “stagnante sino alla fine dell’anno, con un andamento negativo della crescita su base trimestrale in molti
Paesi”.

E anche al 2009, ha proseguito l’economista intervenendo alla riunione dell’Imfc del Fondo monetario internazionale, l’economia sarà “fiacca”.

In particolare, ha proseguito, “la profondità e la durata del rallentamento economico dipenderanno da quanto durerà la flessione dei prezzi degli asset e da quando
tornerà la fiducia sui mercati finanziari. Al momento, comunque”, ha osservato Gurria, “l’indebolimento dell’attività economica sta colpendo la capacità di consumatori e
compagnie di far fronte ai propri debiti e ciò aggiunge ulteriroe pressioni al settore finanziario”.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Berlusconi da Parigi a Washington

Appena concluso il vertice dell’Eurogruppo, il presidente Berlusconi volerà negli Stati Uniti, per salutare a tre settimane dalle elezioni presidenziali Usa il “caro amico”
George Bush, che a gennaio lascerà la Casa Bianca. La visita di Berlusconi negli Usa coincide con il Columbus day. Il premier italiano intende anche i due canditati Obama e
McCain per espimere loro la disponibilità dell’Italia a lavorare con lo stesso impegno con cui ha affiancato la politica di Bush “indipendetemente da chi vincerà le
elezioni”.

Nel pomeriggio: l’intervento inglese in 4 grandi banche

 

La notizia arriva dalla Spagna, poche ore prima dell’incontro previsto tra il premier inglese Gordon Brown e il presidente di turno dell’Ue, Nicholas Sarkozy. Ma la fonte è
attendibile, visto che si tratta di El Pais, il più autorevole quotidiano di Madrid.

Il governo inglese avrebbe deciso di investire 44 miliardi di euro in quattro grandi istituti finanziari che gliene hanno fatto pressante richiesta: la Lloyds TSB, Barclays,
HBOS e la Royal Bank of Scotland e di diventare il maggiore azionista delle ultime due.

Il quotidiano spagnolo rilancia, peraltro, una notizia del Sunday Tomes, l’edizione domenicale del Times, che entra anche maggioramente nei dettagli.

Secondo il quotidiano londinese la Royal Bank of Scotland (Rbs), che ha perso12 miliardi di sterline in pochi giorni, chiede al governo Brown di
sottoscriverne 15 subito e in contanti.

La Halifax Bank of Scotland (Hbos), che è la banca intermediaria di mutui più grande della Gran Bretagna, chiede, a sua volta, 10 miliardi,
sempre di sterline.

Più modeste, per così dire, le richieste di Lloyds Tsb e della Barclays. Lloyds Tsb ha bisogno di 7 miliardi e la Barclays ne chiede
3. “Tradotte” le sterline in euro, si arriva alla non indifferente cifra di 44 miliardi di euro per soli 4 istituti, anche se sono tra i più rilevanti della Gran Bretagna.

Anche il Portogallo ha deciso di intervenire a favore degli istituti di credito con uno stanziamento di 20 miliardi di euro.

Il governo australiano ha offerto, invece, una garanzia di 3 anni su tutti i depositi bancari. 

L’allarme di Strauss Khan 

Anche questa notizia conferma che non si attenua l’allarme rilanciato ieri a Washingtnn da Dominique Strauss Khan, direttore del Fondo monetario internazionale, parlando davanti a Bush,
ai ministri delle Finanze e ai governatori delle banche centrali dei Sette grandi: la crisi che ha sconvolto le Borse di tutto il mondo non è finita: : “Il sistema finanziario globale è sull’orlo di un collasso
sistemico per l’intensificarsi dei problemi di solvibilità delle maggiori finanziarie americane e europee. Le azioni dei prossimi giorni saranno cruciali”.

Lo dice davanti a Bush, alla Casa Bianca, e il presidente degli Stati Uniti (ancora per qualche mese, ormai è alla
fine del secondo mandato) non si tira indietro: “Siamo davanti a una grave crisi globale che richiede forti risposte globali. Siamo insieme in
questa crisi, ne usciremo insieme”.

 

Una nuova Bretton Woods 

Poi Bush (oggetto in questi ultimi giorni di un pressing da parte dell’Europa, affinchè si convochi una
nuova Bretton
Woods
, un vertice mondiale che ridiscuta, cioè, le regole economiche mondiali) cerca di fare lui
la lezione agli altri afferma e li invita al massimo coordinamento per evitare che “le azioni prese da un paese contraddicano o danneggino le azioni di altri paesi”.

Il presidente Usa cerca, poi, di rassicurare i suoi concittadini e i mercati globali: “Faremo tutto quello che deve
essere fatto per risolvere la crisi, l’economia mondiale uscirà più forte da tutto questo. Nelle crisi del passato, alcuni paesi avevano scelto di isolarsi, mentre ‘stavolta
le cose sono differenti: i leader riuniti a Washington questo fine settimana hanno lavorato tutti insieme”.

 

Il giudizio di Bankitalia e di Tremonti

A Washington c’era anche Mario Draghi, nella sua doppia veste di governatore della Banca d’Italia e di
presidente del Financial Stability Forum. Draghi ha detto che la riunione del G7 è stata  “molto importante”. Serve maggiore
cooperazione internazionale e “il comunicato del G7 dimostra che c’é volontà di interazione, questo è stato apprezzato dai mercatì e dà un segnale giusto. “Ora
– ha concluso il governatore – abbiamo bisogno di azione, di un’azione congiunta, se non vogliamo ricorrere al termine ‘coordinamento’ perché troppo ambizioso”.

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, parlando all’amasciata italiana al termine degli incontri dle G7 e del Fondo monetario internazionale pone
un nuovo problema, quello di “estendere il G8 ad altri Paesi, tenendo così conto delle nuove realtà economiche emergenti”, come l’India e la Cina, che oggi pesano molto
più di un tempo sugli assetti economici del mondo.

 

Pomeriggio all’Eliseo

Tutti ora attendono le risposte che arriveranno dalla riunione dell’Eurogruppo, convocata oggi pomeriggio all’Eliseo. Dopo l’incontro di ieri tra la
cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese (che è anche il presidente di turno dell’Ue) Nicholas Sarkozy, il Fondo comune europeo – sponsorizzato finora anche da
Berlusconi – è stato definitivamente sepolto. La Merkel ha detto chiaramente che “ogni paese ha le sue banche e i suoi problemi”, facendo intendere “urbi et orbi” che la
Germania non intende farsi carico dei debito degli altri (oltretutto, al momento, di grandezza incommensurabile).

I tedeschi hanno annunciato, invece, che sosterranno – anche con l’intervento di capitale pubblico – le loro banche, anche se si tratterà di un “intervento limitato nel tempo”.

Sarkozy ha addirittura messo alla berlina l’efficacia di un Fondo comune, spiegando che non sarebbe in grado di dare una risposta in tempo reale ai problemi delle Borse. Peccato che era
sembrato a più d’un ossservatore che l’avesse sponsorizzato in prima persona, prima di lasciarne la paternità a Silvio Berlusconi.

 

Un’ora prima Gordon Brown

Ma dal pomeriggio all’Eliseo tutti si attendono qualcosa di concreto e decisioni comuni, in grado di affrontare adeguatamente, domani, la riapertura delle Borse. Un’ora prima dell’inizio dell’incontro a 15, Sarkozy, che sta svolgendo bene il suo compito di “tessitore” di
un’intesa che possa funzionare, dopo la trovata del G4 che ha irritato più di mezza Europa, incontrerà il premier inglese Gordon Brown, che non può partecipare
all’Eurogruppo, perché la strelina è fuori dalla zona euro e con lui concorderà uns parte del “piano” che poi sarà sottoposto ai 15. All’incontro ufficiale
parteciperanno i capi di governo dei paesi dell’Eurozona , il presidente della Commissione europea, Jose
Manuel Barroso e il presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet. L’incontro di oggi piotrebbe anche essere la prima tappa di decisioni che dovranno essere perfezionate
nel corso della prossima settimanaI. Icapi di governo dell’Unione europea si riuniranno, infatti, di nuovo il 15 e 16 ottobre a Bruxelles per il consueto Consiglio
europeo.

E, prima ancora del 15, si incontreranno i ministri delle Finanze europei a Lussemburgo per l’Ecofin. Insomma l’agenda
è fittissima, ma un segnale importante dovrà arrivare prima di tutto dalla riunione di oggi pomeriggio, perché l’andamento delle borse dell’intera settimana scdorsa ha
fatto intendere a tutti che non c’è tempo da perdere.

Angelo Angeli

 

 

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD