Bonaiuti: «Dalla sinistra solo scuse meschine per non votare»
29 Gennaio 2008
«Si attaccano alle scuse più meschine mentre la gente ci chiede di andare a votare, perché non ce la fa più«’. Lo ha affermato Paolo Bonaiuti, portavoce di
Silvio Berlusconi, in una intervista al Quotidiano nazionale in cui ribadisce la linea di Forza Italia: «Governo con la sinistra? L’avevamo detto 20 mesi fa e ci derisero.
È chiaro che dopo il voto dovrà venire la stagione del dialogo. Non come larghe intese, semmai come collaborazione su alcuni punti specifici. Certo non sarà facile, se loro
si comporteranno come certa sinistra chiusa nel palazzo che non ascolta la gente. Penso alla giunta di Firenze che rifiuta il dialogo con i suoi stessi elettori e applica la massima di Mao: ‘Il
tram si deve fare guai a chi protesta’.»
Vegas – «Credo che la crisi di governo derivi dal fatto che la maggioranza che ci ha governato finora è così eterogenea che non puo’ convivere – dichiara Vegas.
È come un matrimonio incompatibile. Prima o poi si arriva alla separazione e poi al divorzio. Silvio Berlusconi ha segnalato la necessità di andare al più presto alle
elezioni politiche. Credo che questa scelta faccia la necessaria chiarezza. Se la maggioranza non esiste piu’ è bene andare a chiedere la maggioranza agli elettori». Lo ha
affermato il senatore di Forza Italia, Giuseppe Vegas, che è stato intervistato dalla ‘Voce Repubblicana.
«Aspettare la fine della legislatura per fare una riforma elettorale – ha spiegato il nostro senatore – mi sembra una cosa di difficile realizzazione. Non è semplice fare una
riforma elettorale. Lo è meno farla in un clima pre-elettorale. I grandi partiti potrebbero accordarsi a danno dei piccoli partiti con i quali si devono alleare al momento del voto.
Questo tentativo rischierebbe di non portare da nessuna parte». Rivolgendosi a chi chiede di sciogliere il Senato, Vegas trova «questa ipotesi stupida. Non ha senso sciogliere la
Camera perchè questa ha una maggioranza. Lo abbiamo visto la scorsa settimana quando c’è stata la fiducia. Sciogliere il Senato oggi significa far vincere in questo ramo del
Parlamento il centrodestra e rendere ancora piu’ ingovernabili le camere. Sarebbe una scelta dissennata».




