Blocco auto a Frosinone, Confartigianato: «più danni che benefici»

Frosinone – Più danni che benefici: così si potrebbe sintetizzare il pensiero della Confartigianato sul blocco del traffico per le auto più inquinanti
disposto dal Comune di Frosinone il martedì ed il giovedì.

«Purtroppo – ha stigmatizzato in merito Gianni Minnucci, dirigente del Settore Commercio dell’associazione – da quando è entrato in vigore il provvedimento per tanti dei nostri
associati sono iniziati i problemi con incassi più che dimezzati, perdita di clienti e disagi a non finire. Il martedì ed il giovedì, infatti, i cittadini per raggiungere i
nostri punti vendita devono andare incontro a difficoltà senza fine e così capita sempre più spesso che finiscono con il desistere e con il rivolgersi ad altri, un
comportamento che, ripetuto nel tempo, porta inevitabilmente non solo al mancato guadagno immediato ma anche alla perdita definitiva del cliente. Insomma – rincara la dose Gianni Minnucci – una
situazione che si sta facendo insostenibile per i numerosi piccoli e medi artigiani, ma anche per i tantissimi colleghi commercianti, che hanno la propria attività nelle aree interessate
dal blocco del traffico. Proteste ancora più vibrate ci sono poi giunte dalla zona del campo sportivo: qui, infatti, i problemi causati dalle restrizioni del traffico si sono sommati a
quelli delle partite di calcio del sabato, con la conseguenza che in tanti lamentano introiti ridotti al lumicino paventando anche la possibilità di un trasferimento, o addirittura della
chiusura, delle rispettive attività.

Per carità – aggiunge il dirigente della Confartigianato – la lotta all’inquinamento è di fondamentale importanza per la vivibilità della città e per la salvaguardia
della salute. Però, stando a quanto si legge sui giornali e a quanto afferma la popolazione, queste limitazioni del traffico di risultati non è che ne abbiano prodotti più
di tanti. Anzi, in molti da un lato sostengono che l’inquinamento si è abbattuto di una percentuale bassissima, quasi nulla (anche a causa della carenza di controlli dovuta alla penuria
di vigili) mentre dall’altro lato si evidenzia che il problema non si è risolto in centro ma si è aggravato nella fascia della Monti Lepini. E allora – conclude Minnucci – sarebbe
il caso che il Comune prendesse in seria considerazione l’idea di una rivisitazione di questo piano sostituendolo o accompagnandolo con altre misure che salvaguardino sì l’ambiente ma
senza penalizzare sempre e solo artigiani e commercianti. Nei giorni scorsi abbiamo anche contattato l’assessore alle Attività produttive Martini dalla quale ci attendiamo a breve un
confronto su questo tema».

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