Bere smodatamente sta diventando una moda sempre più diffusa nei paesi del Mediterraneo

Uno studio condotto in alcune parti della Spagna sulle abitudini degli adulti riguardo al bere ha riscontrato che il bere smodato è in aumento e suggerisce all’UE di intervenire su tale
questione politica.

Benché l’abitudine di bere smodatamente venga tradizionalmente associata ai paesi dell’Europa settentrionale, lo studio, pubblicato nel numero di ottobre della rivista «Alcoholism:
Clinical & Experimental Research», afferma che nella regione spagnola di Madrid il consumo incontrollato di bevande alcoliche è in aumento tra i giovani adulti, soprattutto se
istruiti e di sesso maschile.

La relazione ha inoltre rilevato che chi beve smodatamente tende a consumare alcol sotto forma di superalcolici piuttosto che di birra o vino, il che indica una chiara tendenza ad abbandonare
la tradizione mediterranea di bere un paio di bicchieri al giorno per accompagnare i pasti.

«Benché tradizionalmente i paesi dell’Europa meridionale evidenziassero un consumo pro capite superiore, derivante principalmente dal consumo quotidiano di vino ai pasti, tale
tendenza sta cambiando», ha affermato Joan Villalbí, medico presso l’Università autonoma di Madrid.

«Ad esempio, in Spagna il consumo quotidiano in occasione dei pasti sta diminuendo e la birra è l’alcolico più diffuso. L’abitudine di bere, soprattutto tra i giovani nelle
serate del fine settimana, è diventata un problema sanitario e sociale, un fenomeno che si rispecchia in altri paesi dell’Europa meridionale», ha aggiunto.

I ricercatori basano le proprie conclusioni sui dati raccolti tra il 2000 e il 2005 mediante interviste telefoniche a 12 037 persone di età compresa tra i 18 e i 64 anni nella regione di
Madrid definendo il bere smodato come l’assunzione in un’unica occasione di otto o più unità di alcol per gli uomini e sei o più per le donne.

I risultati hanno evidenziato che il 30,8 percento degli uomini e il 18,2 percento delle donne tra i 18 e i 24 anni bevono smodatamente.

«Benché bere fino ad ubriacarsi non sia socialmente ammissibile in Spagna, bere smodatamente sta diventando accettabile soprattutto tra i giovani», ha concluso Joan
Villalbí.

«Bere smodatamente sembra essere una moda importata, in quanto si prediligono i superalcolici quali gin, whisky, vodka, ecc., che non sono culturalmente radicati in Spagna», ha
dichiarato José Lorenzo Valencia-Martín dell’Università autonoma di Madrid, uno degli autori dello studio. «Riteniamo che i superalcolici siano particolarmente
diffusi tra chi beve smodatamente per gli effetti psicoattivi provocati dall’alcol in un arco di tempo relativamente breve.»

«I giovani prediligono superalcolici e liquori mescolati a cola o altre bibite analcoliche», ha aggiunto Villalbí. «L’industria dei liquori ha promosso molto
attivamente i propri prodotti tra i giovani, in particolar modo le bibite frizzanti a contenuto alcolico, e ha aggirato il divieto attuale di pubblicizzare in televisione bevande con più
del 23 percento di alcol. Il loro marketing è destinato esplicitamente ai gruppi più giovani, e stabilisce un nesso tra bere, divertirsi e avere successo a livello sociale e
sessuale. Vi sono dati che dimostrano una crescita drammatica delle spese in pubblicità di alcolici e il loro impatto in Spagna negli ultimi anni.»

Entrambi i ricercatori ritengono che bere smodatamente faccia parte di un quadro in evoluzione del consumo di alcolici nei paesi europei, un’altra conseguenza di quella che il dottor
Valencia-Martín definisce la globalizzazione del bere.

«Ovviamente si tratta di una conseguenza molto rischiosa, in quanto il consumo eccessivo di alcolici è associato a incidenti stradali, comportamenti rischiosi alla guida e lesioni
causate da condotta violenta», ha affermato. «Nei paesi mediterranei dobbiamo sensibilizzare la società nei confronti di questo problema, per indurre le famiglie e il governo
a collaborare per tenere sotto controllo tale fenomeno tra i giovani.»

Il dottor Villalbí è d’accordo. «Se il bere sta diventando un problema sociale e di salute, con effetti negativi importanti che riguardano anche chi non beve, tale questione
non può essere lasciata in mano ai singoli individui o alle iniziative dell’industria», ha spiegato. «Anche i governi devono essere coinvolti e intervenire. Tali risultati
creano le condizioni per un maggiore interesse delle politiche comunitarie in questo campo».

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