Azione contro l'Enel a Brindisi. Dagli operai: benvenuti!
1 Dicembre 2007
Brindisi, 30 Novembre 2007 – All’alba di questa mattina gli attivisti di Greenpeace sono entrati all’interno della centrale a carbone di Brindisi Sud per ricordare che, a pochi giorni
dall’apertura del vertice delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici a Bali (Indonesia), il carbone è il primo nemico del clima globale.
I volontari hanno aperto striscioni sia sul tetto della centrale Enel, che sul grande carbonile all’aperto. Il banner più grande (20×25 mt) è stato posto accanto al logo dell’Enel
con la scritta «1st climate killer in Italy».
All’azione internazionale hanno partecipato i rappresentanti di Greenpeace Italia e oltre quindici attivisti provenienti anche da Canada, Svizzera e Gran Bretagna. Sono intervenuti gli agenti
della sicurezza interna e le forze dell’ordine. Diversi operai si sono radunati sul posto, alcuni hanno aperto uno striscione con scritto «Benvenuti».
«Siamo qui perché la centrale di Brindisi Sud è il primo impianto per emissioni di gas serra in Italia, con 14,4 milioni di tonnellate di CO2 nel 2006» spiega
Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace. «Enel è invece la prima azienda ‘clima killer’ in Italia, con 51,6 Mton di CO2 nel 2006, il 23% circa del
totale delle emissioni dell’industria regolamentate dalla Direttiva europea Emission Trading». Greenepeace diffonde oggi la classifica degli impianti italiani che emettono più CO2.
dati in milioni di tonnellate di CO2 ]
Impianto
2006
2005
1
ENEL
Centrale di Brindisi Sud (carbone)
14,4
15,3
2
ILVA Spa
Acciaieria di Taranto (carbone)
10,7
10,1
3
EDISON
Centrale di Taranto (gas industriali)
10,1
10,0
4
ENEL
Centrale di Montalto di Castro (gas e olio)
7,4
5,9
5
SARAS Spa
Raffinerie (gas da petrolio)
6,2
6,3
6
ENDESA Italia
Centrale di Fiumesanto (olio e carbone)
4,8
4,1
7
ENEL
Centrale di Fusina (carbone)
4,6
5,6
8
TIRRENO POWER
Centrale di Vado Ligure (carbone)
3,9
3,7
9
ENDESA Italia
Centrale di Monfalcone (carbone e olio)
3,4
2,7
10
ENI
Raffineria di Gela (pet coke)
3,3
3,5
11
EDIPOWER
Centrale di San Filippo del Mela (olio)
3,2
3,6
12
ENEL
Centrale di La Spezia (carbone e gas)
3,1
3,2
FONTE: Elaborazione Greenpeace su dati Commissione europea (CITL) – solo settori industriali soggetti a Direttiva Europea sull’Emission Trading
L’Europa dovrà ridurre le proprie emissioni di almeno il 20% al 2020, ma molti Stati Membri continuano a investire in nuovi impianti a carbone. Italia e Spagna sono in coda tra i paesi
con obiettivi di riduzione, secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente. Se l’Europa intende essere leader nella lotta ai cambiamenti climatici durante il vertice di Bali,
stati come Italia e Spagna devono riportare le proprie emissioni sotto controllo, impedendo la costruzione di nuove centrali a carbone e chiudendo i vecchi impianti obsoleti, come quello
dell’Enel a Brindisi. È necessario invece investire su fonti rinnovabili e misure per l’efficienza energetica.
«Il Governo italiano controlla oltre il 30% di Enel, ma non sta facendo assolutamente nulla per far si che la Società contribuisca al raggiungimento degli obiettivi nazionali per
Kyoto» spiega Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace. «Romano Prodi, che è stato presidente della Commissione europea e che ha giocato un ruolo attivo per
l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto nel 2005, dovrebbe promuovere il massiccio sviluppo delle fonti rinnovabili, così come richiesto dall’Europa».
In Italia la prima fonte rinnovabile è l’efficienza energetica: investendo in misure di efficienza si potrebbe risparmiare al 2020 il 20% dei consumi elettrici nazionali – circa 100
miliardi di chilowattora – pari alla produzione di 6 centrali come quella di Brindi Sud.
A breve il Ministero per lo Sviluppo Economico definirà il nuovo Piano Nazionale di allocazione delle emissioni di CO2. Greenpeace Legambiente e WWF hanno già denunciato il
rischio che, sotto la pressione di grandi gruppi industriali, vengano concessi aiuti di Stato alla produzione di energia elettrica da carbone.





