Antimafia, 41 arresti a Crotone nell'operazione «Eracles»

Una vasta operazione antimafia nel crotonese ha visto impegnati 300 uomini della Polizia di Stato nell’esecuzione di oltre 40 provvedimenti restrittivi e numerose perquisizioni domiciliari
contro appartenenti alle famiglie mafiose più influenti della zona.

Il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, le Squadre Mobili di Crotone e di Catanzaro hanno inferto un duro colpo alle organizzazioni mafiose attive nel crotonese. L’impegno degli
investigatori ha portato all’arresto di numerosi esponenti di spicco delle cosche della ‘ndrangheta, determinando lo smantellamento delle loro strutture di vertice.

L’operazione costituisce la prima fase di intervento a seguito dei recenti episodi riconducibili a contrasti sorti all’interno dei clan della ‘ndrangheta del luogo.
Le indagini hanno consentito di delineare le strutture e le strategie dei gruppi criminali, definendo i loro rapporti con il gruppo Megna di Papanice, capitanato da Luca Megna, ucciso in un
agguato nei giorni scorsi ed hanno permesso, tra le altre cose, di individuare precise responsabilità negli omicidi di Francesco Gallo e Leonardo Covelli, uccisi nel maggio e nel
novembre 2000 a Crotone.
L’imponente operazione antimafia, ancora in corso, colpisce soggetti ritenuti responsabili di associazione mafiosa, omicidi, estorsioni, traffico di sostanze stupefacenti ed altri gravi reati
ed infligge un duro colpo alla ‘ndrangheta, destrutturando i clan dominanti nella provincia di Crotone e precisamente quelli dei Vrenna, Corigliano e Bonaventura, gruppi egemoni nel capoluogo,
con l’arresto dei loro principali esponenti.
Numerose le estorsioni che le organizzazioni mafiose locali esercitavano, anche in forma violenta, nei confronti di imprenditori del settore edile e di titolari di esercizi commerciali.

L’operazione ha interessato anche l’Emilia Romagna e il Lazio, luoghi di sostegno dei clan crotonesi colpiti dagli arresti, dove appartenenti ai clan si erano insediati tra Bologna e Reggio
Emilia con il compito di approvvigionare il mercato della droga in quelle province.
Nel corso delle indagini sono emerse responsabilità anche in relazione ad atti intimidatori posti in essere nei confronti di alcuni poliziotti della Questura di Crotone. Sono stati
individuati, inoltre, 3 arsenali a disposizione dei clan, con il conseguente sequestro di numerose armi da guerra ed esplosivo.
Alcuni degli arrestati sono risultati in rapporti strutturali con il gruppo capeggiato da Luca Megna, ucciso nei giorni scorsi in un agguato mafioso nel Comune di Papanice. Tra i destinatari
dei provvedimenti restrittivi figurano anche esponenti del clan Russelli, questi ultimi legati da vincoli di parentela con Giuseppe Cavallo ucciso nei giorni scorsi a Papanice.

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