Antibiotici e alimentazione animale: un nutrizionista zootecnico chiede risposte

Antibiotici e alimentazione animale: un nutrizionista zootecnico chiede risposte

Riceviamo da Benito Mantovani una lettera aperta, un commento con richiesta di chiarimenti al comunicato stampa (in calce allegato) di Georgofili.it “Antibiotici in alimentazione animale: un’alternativa è possibile” del 11 ottobre 2016:

Benito Mantovani nutrizionista zootecnico

BENITO MANTOVANI

La notizia che il 6 ottobre u.s., all’Accademia dei Georgofili si è svolta una giornata di studio su: “Gli antibiotici in alimentazione animale: un contributo importante al problema globale della resistenza acquisita da parte dei batteri. Che fare?”, ha suscitato in me alcune curiosità.

Non riesco a capire se con la dicitura: “Gli antibiotici in alimentazione animale: si fa riferimento all’allevamento degli animali, oppure, proprio alla loro alimentazione. Perché, mentre nel primo caso l’antibiotico sarebbe utilizzato come terapia, nel secondo caso, si tratterebbe di un uso auxinico*.

Tra l’altro, mi risulta incomprensibile come si possa fornire “un contributo importante al problema globale della resistenza acquisita da parte dei batteri “, ricorrendo ai “prodotti naturali” ( acido butirrico, tannini, ecc.).

Perché ad un microrganismo patogeno dovrebbe riuscire ad acquisire una resistenza ad un antibiotico di sintesi, mentre la stessa cosa dovrebbe essere preclusa ai “prodotti naturali”?

Altra mia incomprensione riguarda l’attendibilità delle prove in vitro, in quanto, non sempre sono replicabili sull’essere vivente.

La mia esperienza, in qualità di nutrizionista zootecnico, mi dice che la resistenza dei batteri agli antibiotici, siano essi sintetici o naturali, deriva da un uso indiscriminato degli stessi, utilizzati, il più delle volte, a supporto delle carenze del sistema immunitario degli animali, sottoposti ad eccessi genetici, al solo scopo di incentivare le loro produzioni. Risultati quasi sempre negativi, sia per l’aspettativa di vita degli animali, sia per la nostra salute come consumatori di derrate animali.

Il sistema immunitario degli animali, presidio genetico a salvaguardia dei microrganismi patogeni, troppo spesso viene compromesso da dei modelli di allevamento debilitanti, finalizzati solamente al profitto.

A mio parere, negli allevamenti da reddito, la strada da intraprendere nel campo della terapia non è certamente quella della ricerca di sempre nuove molecole antibiotiche, ma quella dell’aumento delle difese immunitarie degli animali. Cosa possibile, adottando un’alimentazione sana ed appropriata alle necessità fisiologiche e produttive delle singole specie animali, utilizzando degli alimenti genuini tradizionali, prodotti con tecnologie moderne. Particolare attenzione deve essere riservata ai modelli di allevamento, a cominciare dall’idoneità delle strutture di ricovero degli animali, in modo da non pregiudicare il loro benessere. Naturalmente, anche l’ambiente agricolo va tutelato, mediante l’applicazione di modelli produttivi incentrati sull’avvicendamento colturale.

È sicuro che, tutte le volte che la chimica, la biologia e la genetica “manipolano” le leggi della Natura, la sua risposta, presto o tardi, arriva con effetti rovinosi per l’equilibrio ambientale e per il nostro benessere.

* antibiotici somministrati con l’alimento a dosaggi molto bassi. In questo modo si ha un migliore utilizzo dei principi alimentari, favorendo così la crescita dell’animale. L’uso degli auxinici è proibito per legge

14.10.2016
Benito Mantovani

 

Redazione Nerwsfood.com
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Data: 11/10/2016 17.07
DA: Benito Mantovani
Ogg: Re: ecco con allegato

 

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Qui il comunicato stampa Ufficiale

Da: <ufficio.stampa@georgofili.it>
Oggetto: COMUNICATO STAMPA: Antibiotici in alimentazione animale: un’alternativa è possibile
Data: 11 ottobre 2016 14:18:08 CEST

COMUNICATO STAMPA
Antibiotici in alimentazione animale: un’alternativa è possibile

Si è svolto il 6 ottobre u.s. all’Accademia dei Georgofili una giornata di studio su: “Gli antibiotici in alimentazione animale: un contributo importante al problema globale della resistenza acquisita da parte dei batteri. Che fare?”
Dalle relazioni presentate da studiosi delle Università di Firenze e Pisa, è emerso che le alternative all’utilizzo di antibiotici per l’alimentazione animale negli allevamenti intensivi esistono. E sono molteplici.
Fra queste, vanno segnalate due classi di prodotti naturali: gli acidi grassi a corta catena, fra i quali il butirrico merita il posto d’onore e i tannini, fra i quali gli idrolizzabili come quello di castagno. Queste sostanze si sono dimostrate oltreché efficaci batteriostatici e battericidi, anche capaci di indurre effetti collaterali positivi nei metabolismi dell’animale e della sua micro popolazione ruminale ed intestinale.
L’impiego dei polifenoli nell’alimentazione dei ruminanti si rivela utile inoltre per abbattere l’emissione di gas serra, limitare l’escrezione azotata attraverso un miglior bilanciamento energia-proteina della razione, nella cura delle diarree nei vitelli nonché per modulare le bioidrogenazioni ruminali favorendo l’arricchimento in componenti funzionali della frazione lipidica di latte o carne.
L’acido butirrico, invece, promuove lo sviluppo dei villi intestinali creando i presupposti per una migliore assimilazione dei principi nutritivi.
I monogliceridi sintetici, che hanno una struttura chimica differente da quelli naturali, offrono una buona opportunità nell’abbattimento dei patogeni avicoli come la Salmonella Typhimurium e Enteriditis ed il Clostridium Perfringens.
I tannini di castagno si sono rivelati utili nell’alimentazione delle ovaiole per produrre uova a basso contenuto di colesterolo, senza andare in contro agli effetti negativi che spesso i polifenoli generano in questa tipologia produttiva. Infine, in prove in vitro, i tannini di castagno hanno dimostrato una valida attività antibatterica nei riguardi del Clostridium perfringens, Escherichia coli, Salmomella typhimurium e Campylobacter jejuni.

 

Redazione Newsfood.com

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