Anseb al Professor Mario Monti: “Più potere ai buoni pasto”

Anseb al Professor Mario Monti: “Più potere ai buoni pasto”

«Caro presidente del Consiglio incaricato, La preghiamo di non sottovalutare le funzioni ricoperte dai buoni
pasto
di strumento del sostegno del reddito del lavoratore e della domanda interna. In un’ottica di crescita e sviluppo, allora, sarebbe fondamentale innalzare il valore esentasse del
tagliando sostitutivo del servizio mensa bloccato dal 1995 a 5,29 euro. Firmato, Franco Tumino».

Così il presidente di Anseb, l’associazione nazionale degli emettitori buoni pasto aderente a Fipe-Confcommercio, si rivolge al prossimo capo del
Governo, Professor Mario Monti, impegnato nella seconda giornata di consultazioni, quella dedicata alle parti sociali, con una proposta a beneficio dei
lavoratori dipendenti per contribuire al rilancio dei consumi.

I buoni pasto di cui usufruiscono circa due milioni e mezzo di impiegati, generando un potere di spesa da 2,5 miliardi di euro all’anno, sono diventati in questo periodo di crisi uno strumento
importante in grado di risolvere il problema della quarta settimana soprattutto per le famiglie meno abbienti. Per questo l’associazione chiede di poter considerare l’aumento del valore
esentasse, evitando che la parte di importo compresa fra i 5,29 euro e il valore facciale del tagliando venga tassata al lavoratore e pesi sulle casse dei datori di lavoro per gli aspetti
contributivi. Aumentare il valore esentasse del buono pasto, cioè di un tagliando spendibile soltanto in consumi alimentari, significa dunque aumentare il potere di acquisto destinato a
cibi e bevande, contribuendo ad innescare quella propensione al consumo contratta negli ultimi anni dallo stato di incertezza e instabilità economica.

Redazione Newsfood.com+WebTv

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