Anche per l’agriturismo segnali di difficoltà

Anche per l’agriturismo segnali di difficoltà

Un’indagine di Turismo Verde-Cia evidenzia che il comparto risente dei problemi economici delle famiglie italiane, le cui spese sono sempre più oculate, e si allinea al trend di crisi
dell’agricoltura italiana. Già nello scorso anno si era avuto un calo di oltre il 6 per cento delle presenze. Per “catturare” l’ospite si fa ricorso ad “offerte” e “promozioni”. E i giorni
di permanenza si riducono sensibilmente: le settimane sono diventate “week-end lunghi”.
 
Non sarà certo un’estate facile per i circa 18.000 agriturismi che operano in Italia. Da un’indagine effettuata da Turismo Verde, l’associazione per l’agriturismo della Cia-Confederazione
italiana agricoltori, le previsioni non sono allegre e c’è il rischio che si ripeta il trend negativo dello scorso anno, che aveva avuto un calo superiore al 6 per cento delle presenze. E
così anche la vacanza in campagna si allinea a tutte le altre attività agricole che continuano ad avere difficoltà e non riescono ad uscire dal “tunnel” di una preoccupante
crisi, complice la scarsa attenzione del governo nei confronti del settore primario sempre più in affanno.

D’altronde, i segnali -avverte Turismo Verde-Cia- si erano già avuti dalla metà dello scorso mese di giugno, con l’arrivo della bella stagione e la chiusura delle scuole. I giorni
di permanenza, nelle aziende, si sono sensibilmente ridotti: le “settimane” si sono trasformate in “week-end lunghi”, possibilmente sfruttando le “promozioni” e le “offerte” aziendali che, nella
migliore delle ipotesi, vedono i prezzi fermi allo scorso anno, nella peggiore (per il reddito aziendale) la classica formula “3×2”. Anche l’agriturismo, quindi, come un qualsiasi prodotto di
largo consumo, si vede costretto a fare i “saldi di alta stagione” per “catturare” l’ospite.

E’ uno scenario complesso che si registra su tutta la penisola e per la maggior parte delle aziende. Ma all’interno del settore, proprio in questa fase così difficile per le famiglie
italiane e, in generale, anche per molti degli ospiti stranieri, è sempre più evidente -rimarca Turismo Verde-Cia- una netta diversificazione dell’offerta nel panorama generale. Si
tratta di quelle aziende che presentano una serie di caratteristiche che ben rispondono alle richieste di agrituristi particolarmente “esigenti”, nella migliore accezione del termine. Sono quelle
aziende che, anche grazie al fatto di essere dislocate in aree immerse nel verde, magari in zone a vincolo naturalistico o paesaggistico, o in un edificio di particolare pregio, ben
raggiungibili, ma lontane dal caos cittadino, che offrono sì un ritorno al passato, ma ben dosato, con alcune comodità a cui si è ormai abituati ed anche qualcosa di
più.

Ed è proprio quel qualcosa in più che fa la differenza. L’azienda agrituristica che meno risente della crisi è, infatti, quella che -afferma Turismo Verde-Cia- ha saputo ben
investire nell’attività di ospitalità, a cominciare dalla formazione e dalla naturale predisposizione all’accoglienza da parte dell’imprenditore agrituristico per finire ai servizi
offerti; fondamentali la conoscenza del territorio e delle tradizioni. Non solo. Anche una ristorazione attenta alla stagionalità dei prodotti ed al loro utilizzo, attraverso la quale
si  propongono menù locali e legati alle diverse ritualità agresti, e un’offerta di attività ricreative che siano innanzitutto occasioni di relax e di svago sia per gli
adulti che per i bambini.

Un particolare gradimento da parte degli ospiti è la presenza -segnala Turismo Verde-Cia- di una sala comune di lettura, con il servizio “wireless” e la presenza di un’area benessere che
attraverso menù particolarmente attenti e attività guidate completino l’offerta di una ideale vacanza verde.

Ormai in quasi tutte le regioni molte aziende hanno fatto questa scelta di ospitalità molto curata e attenta e Turismo Verde-Cia analizzando le rilevazioni web (www.turismoverde.it) ha
potuto evidenziare che queste aziende sono non solo le più “visitate” ma anche le più “prenotate”. Per le prossime settimane, nel culmine dell’estate, Toscana, Puglia, Sicilia,
Liguria con il mare, l’enogastronomia e le città d’arte risultano essere le regioni più gettonate, soprattutto dagli americani e dai giapponesi, mentre nei giorni di ferragosto
l’Abruzzo, il Veneto ed il Piemonte registrano già la quasi totalità delle prenotazioni soprattutto da parte degli appassionati dell’agriturismo delle regioni limitrofe. Nelle altre
regioni sarà risolutivo il last minute, ma appare fin d’ora chiaro che gli spostamenti degli ospiti italiani saranno di breve chilometraggio. Ed è questo un chiaro sintomo di una
crisi che impone alle famiglie spese mirate ed oculate non solo nei consumi ma anche per la scelta di qualche giorno di vacanza.

Cia.it
Redazione NEWSFOOD.com + Web TV

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