Allarme verde. O Forse no. La dieta vegetariana del grande Genio

Allarme verde. O Forse no. La dieta vegetariana del grande Genio

Leonardo da Vinci fu un precursore in numerosi campi del pensiero umano: sopravanzò i  contemporanei nei settori della pittura, della medicina, della scienza…e del pensiero
ecologico.

Da Vinci, racconta infatti Giorgio Vasari, era talmente interessato dalla salute degli animali da aver escluso integralmente la carne da ogni suo pasto.

Secondo una ricerca, pubblicata sul Journal of Medical Biography, questa filosofia (esempio di dieta vegetariana) fu una delle cause principali dell’emiparesi che tormentò lo
studioso toscano negli ultimi anni di vita.

Un’alimentazione vegetariana (o vegana) ha infatti spesso come conseguenza carenza di vitamina B 12, sostanza deputata al controllo dell’omocisteina, i cui eccessi sono portatori di malattie
cardiovascolari e cerebrovascolari.

Tale studio non è comunque il primo ad aver sollevato ipotesi negative sugli effetti della dieta vegetariana o vegana.

Un’altra ricerca americana, pubblicata sul Journal of the American Dietetic Association, ha osservato il modo di nutrirsi di 2500 adolescenti e giovani adulti.

Gli scienziati hanno così constatato come i vegetariani erano caratterizzati da minori problemi di peso, abitudini alimentari più corrette, minori problemi di sovrappeso ma
maggiori rischi di disordini alimentari: i vegetariani soggetti ad abbuffate compulsive erano il 20%, contro il 5% dei “carnivori” con tale problema.

Inoltre, i vegetariani sono più propensi all’ uso (e all’abuso) di strumenti farmacologici di controllo, come pillole per dimagrire, lassativi, diuretici.

Tale filosofia nutritiva, almeno nelle forme estreme, desta più di una perplessita anche in Carlo Cannella, ordinario di Scienza dell’alimentazione all’Università La Sapienza di
Roma, che ricorda come “che l’uomo è onnivoro, come dimostrato dalla diversa morfologia dei denti: incisivi (per tagliare), canini (per dilaniare), molari (per triturare)”:
basarsi solo su frutta e verdura, escludendo integralmente altri alimenti, è “contronatura” e portatore di conseguenze negative per la salute.

Detto questo, non bisogna però commettere l’errore di demonizzare il vegetarianesimo: tale modo di cibarsi può benissimo essere un tipo di alimentazione sana.

L’American Dietetic Association afferma come una dieta vegetariana varia e bilanciata sia salutare, nutrizionalmente corretta ed in grado di difendere da alcune patologie, come diabete,
ipertensione, obesità, malattie coronariche ed, in minima parte, tumori.

Inoltre alcuni studi, pubblicati tra l’altro dall’ American Journal of Clinical Nutrition, affermano come tale modo di nutrirsi sia in grado di allungare l’aspettativa di vita e di
essere meno dannoso per l’ambiente di quelli basati sul consumo di carni.

Il giudizio più omnicomprensivo sul “mangiare verde”, tra pregi e difetti, arriva forse da Anna Tagliabue, direttrice del Centro di ricerche sulla nutrizione umana e i disturbi del
comportamento alimentare dell’Università di Pavia, che afferma:”Seguire un’alimentazione vegetariana corretta non viene considerato un fattore di
rischio per la comparsa di disturbi alimentari, anche se è vero che molte persone con disturbi “sottosoglia” o conclamati scelgono questo tipo di nutrizione. La scelta di
un’alimentazione vegetariana, o vegana, può però meritare un’ attenta valutazione se il giovane che decide di eliminare alcuni alimenti dalla propria dieta lo fa spinto dal
desiderio di controllare il peso. In questi casi (come sempre quando un adolescente decide di mettersi a dieta) è opportuno valutare la presenza di un disagio psicologico sottostante
l’insoddisfazione per il corpo”.

Matteo Clerici

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