Alla ricerca di Siviglia: New York-Buenos Aires-Marrakech-Kiev

Padova – Giovedì 6 marzo alle ore 18:30 si inaugura «Alla ricerca di Siviglia: New York – Buenos Aires – Marrakech – Kiev», la sesta esposizione della
stagione 2007 – 2008 del Godenda Photo Gallery, ospitata nel wine bar – ristorante Godenda, in Via Squarcione, nel cuore di Padova.

Fino al 31 marzo gli eleganti spazi del locale, diverranno accogliente sede espositiva per 26 fotografie «di viaggio», realizzate dal giovane, ma talentuoso fotografo spagnolo
Miguel Ybarra Otín. Giornalista, studente, originario di Siviglia, Ybarra Otín nei suoi viaggi per il mondo, in moltissimi paesi come Bolivia, Perù, Marocco, Ucraina, Stati
Uniti, ecc., ha cercato di cogliere e fissare con la sua macchina fotografica quelle immagini, figure o oggetti che per emozione o suggestione lo riconducevano alla sua terra d’origine.
Un affascinante percorso di ricerca per ritrovare Siviglia in altre città, grazie a suggestioni vissute attraverso esperienze, atmosfere e rapporti umani.

MIGUEL YBARRA OTlN (Barcellona, 1979)
Giornalista residente a Siviglia e quest’anno a Padova, studia alla facoltà di Lettere e Filosofia. «Forse per il fatto di abitare in una città che in un certo modo mi era
estranea ho sempre vissuto sentendo il bisogno di un nuovo viaggio ed è guardando dal finestrino di un treno, assorto, dove sto bene, verso qualsiasi posto che provo a possedere
attraverso la fotografia, farlo mio, far sì che faccia parte di me per sempre. Fotografo così, per catturare, per possedere, per capire. E per capirmi, perché credo che la
fotografia, come la scrittura e come qualsiasi altra forma di creazione, apra vie al pensiero e alla riflessione, una conversazione dell’autore con se stesso.
Una di queste conversazioni verte sopra l’essenza di Siviglia, una città meravigliosa che si chiude nel proprio incanto e non si apre, o lo fa piano e con paura, come mi dicono succede a
Padova. Altra linea di pensiero può andare verso l’estetica: non cercando di vedere quello che nessuno ha visto, quanto piuttosto vedere quello che tutti vedono, ma da un nuovo punto di
vista: la bellezza che ogni angolo nasconde».

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