Alimentari: etichette più chiare per garantire i consumatori
30 Gennaio 2008
Un’etichetta più chiara e trasparente è un’esigenza avvertita da tempo sia dai consumatori che dai produttori agricoli. La proposta formulata oggi dalla Commissione Ue va, quindi,
verso questa direzione, anche se è opportuno che per quanto riguarda l’indicazione d’origine vi sia un impegno più preciso proprio per contrastare ogni tipo di falsificazione e
valorizzare la qualità e la tipicità dei prodotti.
E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito all’orientamento emerso oggi nell’Esecutivo di Bruxelles con il quale si intende adottare un’etichettatura più
rispondente alle necessità dei cittadini.
La proposta Ue -avverte la Cia- è senza dubbio un passo avanti, anche se non definitivo, per permettere ai consumatori di acquistare prodotti che abbiano un’adeguata «carta
d’identità». Un’etichetta, dunque, che sia leggibile e comprensibile e abbia le informazioni necessarie per fare scelte consapevoli.
Sull’indicazione d’origine, che al momento la Commissione propone solo in forma volontaria, occorre, invece, una decisione più precisa. Un’indicazione -sottolinea la Cia- che andrebbe
resa obbligatoria per tutti i prodotti. Cosa che, del resto, già avviene per la carne bovina, le uova, gli ortofrutticoli freschi, il miele; mentre per altri, come pollo, olio d’oliva,
suini resta in piedi una normativa poco chiara e le decisioni adottate nel nostro Paese hanno suscitato prese di posizione contrastanti da parte dell’Ue.




