Alessandria, Marco Botta: Ecco perché noi non stiamo col presidente Gianfranco Fini

Alessandria, Marco Botta: Ecco perché noi non stiamo col presidente Gianfranco Fini

Inizio messaggio inoltrato:
Da: Marco Botta 
Data: 18 settembre 2010 20:28:35 GMT+02:00
Oggetto: Perché non stiamo con Fini

Il dibattito nel centrodestra
Marco Botta, Consigliere Regionale del Piemonte e Coordinatore Provinciale PDL Alessandria:
“La vicenda che riguarda il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha fatto del male all’Italia, al Pdl e, in ultimo, alla componente proveniente da An, perché vicende di questo tipo
sono drammatiche e incidono sulla carne e sui sentimenti dei tanti dirigenti della destra italiana.
Crediamo che la scelta giusta sia quella di restare nel Pdl per una serie di motivi di natura diversa.
In primo luogo perché questo partito rappresenta quella forma politica compiuta che, negli ultimi 15 anni, ha permesso all’Italia di essere governata da un centro che, a differenza di
quanto accadeva in precedenza, si allea con la destra, personificata prima da An e poi da questa nuova realtà in cui sono confluite Fi e An.

La prospettiva politica indicata da Fini con Futuro e libertà, -ribadisce Marco Botta- al contrario, costituisce una netta regressione ad ante 2008, un ritorno al passato che, tra l’altro,
avviene con una modalità totalmente personalistica e non condivisa, né con la base né con la dirigenza della vecchia An.

Risulta pertanto incomprensibile come la stessa persona, in poco più di due anni, sia riuscita prima a escludere ogni prospettiva di partito unico (ricordiamoci che, quando Silvio
Berlusconi fece il «Discorso del Predellino», il commento di Fini fu «Siamo alle comiche finali»), e poi, sostanzialmente dalla sera alla mattina e in contro-tendenza
rispetto a una serie di atti ufficiali di An, decide l’entrata nel Pdl.

Nelle scorse settimane, infine, in perfetta solitudine corroborata solo dal parere di qualche parlamentare nominato e di qualche esponente dell’intellighentia, decidere dopo mesi di continue
polemiche l’ennesima giravolta che porta l’orologio della storia della politica indietro di 2 anni allontanando la prospettiva bipartitica e facendo fare un passo indietro al rafforzamento di
un’unica grande forza di centrodestra in Italia.

Abbiamo deciso di non seguire Fini in questa sua nuova avventura politica, inoltre, perché consideriamo ugualmente grave che un leader di una componente politica assuma decisioni
così gravi senza interessarsi di una comunità che ha governato da monarca assoluto, come dimostrano 15 anni di vita di partito di An.

Siamo poi profondamente perplessi perché, se il progetto di Fini non è quello di costituire una nuova forza politica fondata su quei temi che hanno contribuito all’allontanamento di
una fetta importante dell’elettorato di An dal Pdl (cittadinanza breve, voto agli extracomintari, bioetica, diverso rapporto con il mondo della diversità, poco interesse per i temi della
sicurezza e della socialità) gli spazi, in particolare al Nord, sono ristrettissimi, se non assenti come si renderà ben presto conto in prima persona, proprio in virtù
dell’azione demolitoria dell’identità della destra attuata da lui medesimo, in particolare nell’ultimo anno.

Ultimo fatto, ma non indifferente, è la questione morale che ha investito Fini sulla nota vicenda di Montecarlo.
Gli attacchi di stampa alla famiglia e alle persone a lui vicine vanno biasimati con forza ma, con altrettanta forza, riteniamo inaccettabile che il patrimonio della ex An venga venduto a
società off-shore con sede in paradisi fiscali, soprattutto perché si tratta di un patrimonio creato in massima parte dai lasciti di tante donne e uomini che hanno creduto nella
destra politica: queste persone di certo non meritano che il loro nome venga ricordato sui giornali, non per uno slancio di generosità ma per operazioni quantomeno discutibili.

È per questo, dunque, che restiamo convintamente nel Pdl, consci del grande lavoro che ci aspetta, delle molte questioni che andranno migliorate, di un grande impegno che ci viene
richiesto, fedeli a un mandato che ci è stato affidato dagli elettori e ai nostri ideali identitari e sociali.

Ideali e valori che vogliamo diventino sempre più patrimonio di questo partito e nella consapevolezza di avere un leader che, soprattutto nei momenti difficili, si impegna in prima persona
e mette la faccia nelle battaglie quasi impossibili, grazie anche al sostegno di una classe dirigente nazionale e locale ormai affidabile e competente.

 
               Marca Botta
               Consiglio Regionale del Piemonte
               Gruppo Consigliare il Popolo della Libertà
               Via San Francesco d’Assisi, 35
               10121 Torino
 
E-Mail: scrivi@marcobotta.it
 

Leggi Anche
Scrivi un commento