Al vino un'occasione «europea» per promuovere un uso moderato e di qualità

«Il problema del consumo di alcool deve essere affrontato in tutta l’Unione Europea con criteri ed azioni comuni e pertanto accogliamo con soddisfazione l’istituzione del programma
«Wine in moderation», come la base per affrontare la necessità e l’opportunità di una corretta informazione al consumatore, circa i rischi di un consumo eccessivo o
sregolato, ma anche il piacere ed i benefici che un consumo responsabile e moderato consente».

E’ quanto ha dichiarato il presidente del Coordinamento delle Centrali Cooperative Agricole, Paolo Bruni in occasione della presentazione alla stampa del programma comunitario Wine in
moderation a Vinitaly.

«In questi anni sono state realizzate iniziative unilaterali di molti Stati Membri volte ad intervenire con misure esclusivamente repressive e con messaggi deterrenti da apporre sulle
etichette – ha aggiunto Bruni – credo che ormai la storia ci abbia insegnato come la repressione di un fenomeno difficilmente sortisce effetti positivi e spesso, anzi, ne favorisce la
diffusione soprattutto tra i soggetti meno preparati e inconsapevoli».

«Come produttori di vino, riteniamo che particolare attenzione vada posta nel valutare gli strumenti di comunicazione, alle circostanze del consumo di alcool e soprattutto al tipo di
prodotto alcolico consumato – ha detto Bruni – il vino sta sempre più perdendo le sue tradizionali caratteristiche di consumo che spesso ne favorivano anche un abuso, per diventare un
prodotto che viene consumato con consapevolezza ed interesse alle sue caratteristiche, dobbiamo pertanto favorire questo processo».

«Saremo quindi in prima linea per promuovere iniziative che vadano in questa direzione anche nel nostro Paese, ribadendo che tuttavia saremo sempre contrari ad iniziative
«demonizzanti» ed indiscriminate». Alcuni dati del consumo di vino in Italia: il 75% delle persone beve alcool (87% uomini e 63% donne). Gli italiani cominciano a consumare
alcool prima di quanto avvenga negli altri stati dell’UE: il 7% dei giovani ne beve notevoli quantità, all’incirca tre volte la settimana. Tra il 1995 ed il 2000 si è registrato
tra i giovani un notevole aumento ( 103 %) del consumo di alcolici fuori dai pasti, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 14 e i 17 anni (dati ISTAT).

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