Al Niguarda di Milano si insegna la “chirurgia senza cicatrici”
10 Marzo 2010
Milano – Apre all’ospedale Niguarda di Milano il primo centro in Italia (tra i pochissimi in Europa) di alta formazione per
insegnare ai medici le tecniche d’avanguardia della chirurgia mini-invasiva e in particolare della cosiddetta “chirurgia senza cicatrici”, una tecnica che
ha avuto un forte sviluppo negli ultimi 20 anni. Il suo impiego permette infatti di ridurre i rischi legati alle complicanze post-operatorie e i tempi di dimissione.
La AIMS (Advanced International Mini-Invasive Surgery) Academy – inaugurata dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e dall’assessore alla Sanità Luciano Bresciani –
svilupperà la sua attività in una struttura di quattro piani dove si affiancheranno lezioni teoriche, tenute dai massimi esperti internazionali e esercitazioni pratiche, svolte
attraverso l’utilizzo delle tecnologie più innovative e dei sistemi robotici di ultima generazione, come il wet lab e il dry lab (sale operatorie sperimentali in cui ci si potrà
esercitare utilizzando le stesse tecnologie disponibili nelle più moderne sale operatorie e con modelli virtuali ricreati ad hoc).
Formigoni ha parlato di “una struttura straordinaria, veramente innovativa, un punto di eccellenza”, che ha l’obiettivo di diventare un riferimento internazionale per l’insegnamento della
chirurgia mini-invasiva. La AIMS Academy, che sarà immediatamente operativa, è stata realizzata in meno di tre anni grazie ad uno stanziamento di 13 milioni di euro, messo a
disposizione da partner pubblici e privati.
“Niguarda – ha proseguito Formigoni – nell’ambito di un suo profondo rinnovamento strutturale e architettonico, si è qualificato fin da subito come sede ideale di questo centro,
confermando così la sua eccellenza tra le strutture ospedaliere pubbliche lombarde ed italiane. AIMS Academy si inserisce quindi nel contesto di quelle innovative collaborazioni tra
pubblico e privato, che in Lombardia hanno consentito lo sviluppo di strutture multidisciplinari di altissimo livello”.
Secondo Formigoni “le alleanze tra fondi istituzionali e privati rappresentano la strada maestra per stare al passo con una medicina sempre più all’avanguardia e capace di studiare,
curare e ricercare”. Per la prima volta in Italia nel centro si potrà utilizzare anche l’ultimo modello di sistema robotico dotato di quattro braccia operative e due console chirurgiche,
che consentirà ad allievi e insegnanti di effettuare interventi in parallelo. “Quello della dotazione strutturale di strumentazioni innovative negli ospedali lombardi – ha ricordato
Formigoni – è un tema su cui la Giunta regionale da anni sta investendo ingenti quantità di risorse: circa 4,5 miliardi di euro negli ultimi 10 anni per oltre 600 interventi in
edilizia sanitaria”.
Il centro, diretto dal prof. Raffaele Pugliese (tra i primi al mondo a usare questa tecnica chirurgica), non si occuperà solo di formazione ma anche di ricerca, soprattutto in campo
biotecnologico, grazie alle numerose collaborazioni già avviate da diversi anni con i migliori centri mondiali, tra cui il Politecnico di Milano.
“Questa iniziativa – ha detto ancora il presidente – si inserisce in una più ampia strategia di Regione Lombardia a favore della ricerca e dell’innovazione in tutti i campi, a cominciare
da quello della salute. Dalla Lombardia vogliamo che arrivi in Europa un messaggio chiaro di come la crescita economica e una maggiore coesione sociale siano possibili laddove si promuove
l’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione”. “Oggi – ha detto Bresciani – si segna una tappa per il futuro della chirurgia e per il suo sviluppo tecnologico”. L’assessore ha parlato
di una “nuova era” che si sta aprendo per la medicina. “La formazione, la ricerca e lo sviluppo – ha aggiunto – sono tra i target più importanti della politica sanitaria regionale”.
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