Agrofarma al Festival internazionale dell'ambiente

Milano – Agrofarma, Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica, è intervenuta oggi alla tavola rotonda «Il ruolo dell’agricoltura nella
partita dell’ambiente».

L’appuntamento rientra nel calendario di eventi del Festival Internazionale dell’Ambiente, prima iniziativa patrocinata da Comune di Milano, Provincia di Milano e Regione Lombardia in vista
dell’Expo 2015, volta a promuovere la riflessione scientifica e istituzionale sulle sfide più urgenti in materia di ambiente, clima, mobilità, energia.

Durante la tavola rotonda il Presidente di Agrofarma Luigi Radaelli si è soffermato in particolare sulle riposte che l’agricoltura deve saper dare alla attuale crisi alimentare
mondiale.
L’Expo 2015, dedicato proprio al tema dell’alimentazione, è lo stimolo ideale per impegnare tutti a migliorare le capacità produttive dell’agricoltura e dare così una
risposta forte ai bisogni emergenti e ai cambiamenti in atto.
In particolare l’agricoltura mondiale deve poter contare, nell’immediato, sulla diffusione del microcredito nelle zone rurali volto a favorire l’acquisto di agrofarmaci e tecnologie, sulla
lotta alla desertificazione e su programmi di formazione professionale in agricoltura.

Il Presidente di Agrofarma ha poi evidenziato come le aziende del settore possano offrire un contributo fondamentale alla tutela dell’ambiente e delle biodiversità, partendo dalla
consapevolezza che l’ambiente agricolo è un sistema che ha bisogno di essere gestito con professionalità, utilizzando tutti gli strumenti, compresi quelli chimici e tecnologici,
che la ricerca scientifica mette oggi a disposizione.

Gli agrofarmaci consentono di ottenere raccolti più abbondanti e dunque alimenti di qualità a minor costo. Questo significa, oltre a dare una risposta al crescente fabbisogno
alimentare mondiale, anche avere ogni giorno in tavola prodotti freschi a vantaggio di una dieta equilibrata.

«Non ci nascondiamo – ha dichiarato Luigi Radaelli, Presidente di Agrofarma – che una superficiale visione delle cose possa indurre a credere che chimica e ambiente
siano antitetici.
In realtà le aziende del settore, grazie alle loro competenze specifiche, possono aiutare i coltivatori a realizzare modelli integrati di habitat nei quali le aree coltivate, oltre a
produrre i frutti della terra, costituiscono anche una difesa della biodiversità.
L’obiettivo – ha concluso Radaelli – è di ottenere un sistema bilanciato nel quale una sana gestione economica delle coltivazioni sia compatibile con la presenza di
diverse specie animali e di insetti».

Uno dei casi di maggior successo che può essere portato ad esempio è quello del progetto Operation BumbleBee in Gran Bretagna, che ha riportato la presenza dei bombi, insetti
impollinatori selvatici, fondamentali per garantire l’impollinazione delle colture e della flora selvatica.

Negli ultimi 30 anni era stata rilevata una diminuzione del numero dei bombi del 70%, causata principalmente da una riduzione del terreno libero da coltivazioni e da una mancata gestione della
flora selvatica ricca di polline e nettare, fondamentali ad alimentare le specie.
Grazie al progetto Buzz ed al progetto Operation BumbleBee sono state create delle aree ai margini delle coltivazioni nelle quali si è riprodotto l’habitat necessario
alla sopravvivenza dei pronubi selvatici.
In due anni il progetto ha prodotto un incremento della popolazione dei bombi dell’800%, incluse diverse specie in via di estinzione come ad esempio il Bombus Ruderatus, oltre che a favorire la
vitalità di altri insetti.

Il progetto, realizzato da Syngenta (impresa associata ad Agrofarma), ha dato risultati talmente positivi che adesso è in fase di messa a punto anche in Italia, in Umbria.

Ricordiamo infine che, negli ultimi sedici anni l’impiego di agrofarmaci si è ridotto significativamente, infatti si è registrata una riduzione del 35% della quantità di
sostanze utilizzate in agricoltura, grazie anche alla ricerca scientifica delle aziende che ha realizzato prodotti sempre più selettivi, efficaci e a basse dosi d’impiego.

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