Agricoltura: vino e olio, grande annata in Chianti

Qualità e quantità: c’è tutto. Per il vino Chianti e per l’olio extravergine di oliva prodotto sulle colline del Chianti, nel fiorentino, sarà
un’ottima annata. Già partita, in alcune zone la vendemmia quest’anno tornata alla sua naturale fase dopo un 2007 anticipato mentre in altre zone decollerà in
questi giorni per protrarsi fino alla prima decade di ottobre. Mentre per la raccolta delle olive c’è invece da attendere almeno un mese. Questo periodo
sarà determinante per la fase di maturazione delle olive che hanno goduto finalmente dell’ultima pioggia dopo un’estate molto calda e secca. 

La stima arriva da Coldiretti Firenze-Prato (www.firenze-prato.coldiretti.it) e dagli stessi imprenditori agricoli che effettuano la vendita diretta. Gli umori sono buoni come i primi
sommari bilanci su qualità e quantità. “Siamo ottimisti – spiega Roberto Marinello, Responsabile Coldiretti per il Chianti – per entrambi i
prodotti. Le uve sono sane e di ottima qualità, anche se la quantità a causa delle condizioni climatiche di qusti mesi sarà inferiore del 5-15% a secondo
di zona e zona e il loro micro-clima. La vendemmia è posticipata rispetto al 2007; al momento sono partiti il 20-30% dei produttori, e nel corso di queste settimane si
aggiungeranno gli altri. Per l’olio extravergine la produzione in alcuni casi sarà anche del 40-50% in più rispetto all’anno passato. Le piante sono molto
cariche e sane e non ci sono stati attacchi di mosca. Per un bilancio ci sarà comunque da attendere la fine del mese di ottobre. Le previsioni fanno ben sperare”.

All’azienda agricola “Le Masse di Lamole” di Giuliano Macinai e Anna Maria Socci, storica dinastia di vignaioli del Chianti e punto vendita diretta per olio
extravergine e vino (Chianti Classico e Igt Toscano) “le aspettative sono alte” sia per la vendemmia che per la raccolta delle olive. In tutto 14 ettari, 5 coltivati a
vigneto e 1 a oliveto (circa 400 piante). “La vendemmia partirà tra 10 giorni – spiega Giuliano che ci tiene a ricordare che la sua è
un’agricoltura-artigianale – e le previsioni sono di un’annata molto buona: da incorniciare – sottolinea. Mentre per l’olio dovrebbe andare ancora
meglio. Nessun parassita, pioggia al momento giusto, e una produzione che compenserà quella modesta dello scorso anno. Anche la qualità pensiamo sia eccellente.
Dovremo partire con la raccolta tra il 15 e il 20 novembre”.

4 ettari di oliveto e 2 a vigna (Chianti Classico e Igt) all’azienda Castellinuzza e Piuca di Giuliano Coccia in Greve in Chianti a 500 metri sopra il livello del mare leggono tra
grappoli e olive la fotografia di una “bella stagione” per entrambi i loro prodotti. Leggermente in calo la produzione di vino (in tutto circa 150 quintali), meglio per
l’extra vergine (7-8 quintali di olio) che si è nettamente ripreso dopo la botta del 2007. “L’uva è perfetta e sanissima – spiega il giovane
Simone, figlio del titolare – probabilmente avremo un po’ meno quantità del solito, intorno ad un leggero 5% in meno, ma la qualità ricompenserà questa
perdita. Ottima anche la previsione sull’olio. Non abbiamo subito attacchi di mosca grazie. Siamo molto ottimisti”.

Sempre a Greve c’è un’altra storica famiglia (e azienda) di agricoltori che vive da più di cento anni nelle case coloniche attorno alla Pieve di San Cresci: Il
Podere San Cresci. Sette ettari di vigneto (Classico e Igt) e 1500 piante di olive il patrimonio di questa piccola grande realtà agricola che fa della vendita diretta per
entrambi i prodotti un marchio di fabbrica. Buone le previsioni per olio sia per la qualità che per la quantità, un po’ meno per il vino che dovrebbe registrare
– ma la vendemmia parte tra qualche giorno – un calo di produzione del 20-30%. “Sarà un’annata per il vino molto buona, sui livelli degli ultimi due anni
– spiega il titolare Sergio Ballini che assieme alla famiglia dirige l’azienda. Relativamente alla quantità dovrei avere una riduzione attorno al 20% di
prodotto.Conto di spremere tra i 400 e 450 quintali di uva. In compenso la qualità rasenta l’eccellenza”. Sotto i migliori auspici la prossima raccolta delle
olive. “Va a gonfie vele – sorride Ballini – le piante hanno sofferto un po’ la siccità ma si sono riprese con queste ultime piogge. Non ci sono stati
attacchi di mosca, o se ci sono stati sono impercettibili e spero di ottenere il massimo dalle mie piante: intorno ai 25 ettolitri di olio extra vergine. Siamo molto fiduciosi ed
ottimisti”.

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