Adusbef e Federconsumatori: anche adesso le banche promuovono le loro obbligazioni al posto dei BOT
24 Novembre 2008
Il governo varerà un decreto salva-banche che garantisce agli istituti di credito finanziamenti ingenti,trasformati in bond perpetui, per far fronte alla crisi patrimoniale e di
liquidità di alcune banche italiane, la cui patrimonializzazione è al di sotto dei livelli prudenziali richiesti dalle istruzioni di vigilanza che vanno ad
aggiungersi alla mole impressionante dei bond bancari circolanti, pari a 718 miliardi di euro al 30 settembre 2008, ai quali vanno aggiunte le ultime emissioni di ottobre e di novembre.
Poiché le banche italiane hanno emesso montagne di bond, che i risparmiatori dovranno rifinanziare nei mesi più duri della crisi mondiale (secondo gli ultimi dati di
Bankitalia, le obbligazioni emesse dalle banche italiane hanno raggiunto,al 30 settembre scorso, la cifra record di 718 miliardi di euro),è prevedibile una difficoltà nel
rinnovare montagne di titoli, equivalenti a circa le metà del debito pubblico, ossia 34.200 euro in media di bond bancari per ogni famiglia.
Nonostante la discesa dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea, che si appresta a tagliare il tasso di riferimento di un altro mezzo punto nella riunione del 4
dicembre, le banche se vogliono allettare i risparmiatori a rinnovare le scadenze, devono aumentare i rendimenti poichè alcuni bond, seppur offerti a tassi interessanti, o
restano invenduti, oppure per essere collocati devono garantire altissimi rendimenti: l’Eni per collocare la sua ultima emissione di 1,25 miliardi ha dovuto offrire un rendimento molto
elevato,pari al 5,947% lordo, ossia il 2,2% in più del tasso swap ed il 3,125% oltre i titoli di Stato tedeschi.
Le obbligazioni bancarie, voce negativa del bilancio patrimoniale, ossia debiti, rappresentati da titoli con scadenze e rendimenti, corrispondono quasi al triplo (2,6 volte) del
capitale più le riserve di tutto il sistema bancario che al 30 settembre erano pari a 277 miliardi. Nei prossimi 14 mesi, circa un quinto di questo gigantesco monte di
obbligazioni, ossia 135,5 miliardi di euro andrà in scadenza: 25,1 miliardi entro dicembre 2008; ben 110,4 miliardi nel 2009. Secondo i dati di Bloomberg, tra l’ottobre
2008 ed il dicembre 2009, bond per 42 miliardi di euro andranno in scadenza per Unicredit; 32 miliardi per BancaIntesa; 20 miliardi per Monpaschi; 15 miliardi per UBI
Banca; 11,4 per il Banco Popolare; 6,2 miliardi per Bnl-Paribas, 5 miliardi per Mediobanca; 3,6 miliardi per Banca Popolare di Milano.
Nel 2010 matureranno bond per ulteriori 100 miliardi di euro,dei quali 36 miliardi per Unicredit, 31 miliardi di euro per Intesa,mentre entro il 2013, gli otto maggiori gruppi
bancari (Unicredit, Intesa, Monpaschi; Ubi; Banco Popolare; Bnl; Mediobanca; Bpm), dovranno rifinanziare obbligazioni proprie per 429 miliardi.
Adusbef e Federconsumatori segnalano alla distratta quanto dormiente Consob, il grave conflitto di interessi di banche, che invece di vendere agli sportelli prodotti finanziari
più consoni al profilo di rischio dei clienti che vogliono solo salvaguardare il frutto del loro risparmio ed avere la certezza di quotazioni trasparenti in caso di vendita
anticipata e prima delle scadenze, promuovono e piazzano anche in questi giorni di tempesta finanziaria, loro obbligazioni (invece dei richiesti titoli di stato), che peraltro non hanno
alcuna garanzia di trasparenza nelle quotazioni, e che possono essere manovrate dalle stesse banche emittenti,con grave danno alla generalità degli utenti.
Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)




