Aduc: «illegale bloccare sistematicamente P2P e Skype»

Ci giungono sempre più segnalazioni su come alcuni gestori telefonici stiano bloccando l’accesso ad alcuni protocolli Internet, come ad esempio il Peer-to-Peer (P2P), in altre parole,
durante parte della giornata, per gli utenti è impossibile accedere a specifici siti e programmi.

Per i gestori, questa pratica è necessaria per evitare un eccessivo intasamento della rete nelle ore di punta, intasamento causato da pochi ma che colpisce tutti gli utenti.
Se porre limiti alla banda è legittimo per gestire problemi di traffico della rete (sempre che non si violi il minimo garantito dal contratto), bloccare specificamente un particolare
software/sito e’ illegale. Ad esempio, guardare un programma RaiTv in streaming può richiede molta più banda di quella necessaria a diverse modalità d’uso di P2P. Se lo
scopo è davvero quello di limitare la banda per tutti affinchè sempre tutti ne possano usufruire, perchè non limitare anche l’accesso al sito Internet della Rai o a
qualsiasi altro sito/programma pesante? In breve, il gestore ha il diritto ed anche il dovere di gestire il traffico, ma lo deve fare secondo criteri di obiettività, trasparenza, non
discriminazione e proporzionalità.Altrimenti, si e’ di fronte ad una triplice violazione:

1. Violazione del Codice delle comunicazioni elettroniche. I gestori di Adsl non dovrebbero avere la facoltà di limitare l’accesso a particolari siti o programmi -proprio come i gestori
telefonici non possono imporci chi e quando chiamare, o i benzinai non possono dirci quale strada si può o non può percorrere. Offrire al gestore la possibilità di
censurare quello specifico software/sito/utente è un principio pericoloso che mette a rischio il diritto alla libertà di pensiero e alla sua diffusione protetto dalla
Costituzione, nonchè dal Codice delle comunicazioni elettroniche (d.lgs. 259/2003). (1)
2. Violazione contrattuale. è illegittima la pratica se le condizioni generali di contratto non prevedono specificamente il blocco del P2P o di altri programmi. Anche ove il contratto
genericamente prevedesse una limitazione della banda in caso di intenso traffico sulla rete, il blocco esclusivo e mirato di P2P -certamente non l’unico protocollo a pesare sulla rete (si pensi
alle videoconferenze tramite Voip, voice over Internet Protocol)- costituirebbe comunque violazione della legge.
3. Violazione della concorrenza. Un esempio su tutti. Negli Usa, Comcast -il secondo maggior gestore di Adsl- sta limitando l’accesso a programmi P2P, proprio come Tele2 ed altri gestori qui in
Italia. Poichè molte TV online usano il protocollo P2P, il comportamento di Comcast -che è anche il più grande gestore di Tv via cavo- colpisce direttamente la concorrenza.
Tale scenario potrebbe presto verificarsi anche in Italia. Con la scusa del troppo traffico, per esempio, Telecom Italia potrebbe rendere difficoltoso agli abbonati Alice Adsl l’utilizzo del
protocollo Voip per telefonare ed effettuare videoconferenze tramite Internet, danneggiando cosi’ altri operatori come Skype o Eutelia Voip.

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