Addizionali comunali IRPEF 2008: la stangatina

«Si riconferma anche per quest’anno, seppur in maniera contenuta, la tendenza all’aumento della pressione fiscale a livello locale, ciò è dovuto principalmente all’utilizzo
delle Addizionali Comunali IRPEF» ad affermarlo è Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL, commentando i dati, aggiornati al 17 Marzo e pubblicati sul sito del Ministero
dell’Economia e delle Finanze, integrati da un indagine UIL sui siti web delle città Capoluogo di Provincia.

Questi dati confermano l’allarme lanciato nei giorni scorsi dalla UIL: aumenta la pressione fiscale locale, con effetti negativi sulle buste paga dei lavoratori dipendenti e pensionati.

Infatti, dal campione costituito da 1143 Comuni, di grandi, medie e piccole dimensioni, emerge che il 20,5% di essi ha aumentato l’aliquota. In particolare il 16,7% (191 Comuni) l’ha aumentata
rispetto all’anno scorso. Il 3,8% (43 Comuni) la istituisce per la prima volta quest’anno, in queste realtà l’aliquota media applicata sale allo 0,39%.

Il 77,4% (885 Comuni), riconfermano le aliquote dello scorso anno, mentre solo il 2,1% (24 Comuni) ha diminuito l’aliquota.

Il campione, preso in esame dallo studio della UIL, riguarda anche 50 Comuni Capoluogo di Provincia. Dai dati emerge che 40 di essi confermano l’aliquota per l’anno precedente. Città,
queste, che, nella maggior parte dei casi, avevano comunque aumentato l’aliquota lo scorso anno. 6 Capoluoghi aumentano l’aliquota, 1 la diminuisce e 3 non la applicano.

Secondo i calcoli elaborati dalla UIL anche per quest’anno si prevede un aumento del gettito pro capite di circa 16 euro. »Cifra che può apparire esigua – prosegue Guglielmo Loy –
ma che contrasta con quello che ormai tutti considerano la priorità da affrontare: abbassare le tasse,in maniera selettiva, a partire da quelle che gravano su salari e pensioni. Quindi
un’altra occasione persa dalla politica (tutta) – conclude Loy – e dalle amministrazioni locali (troppe) nel dimostrare coerenza tra ciò che si annuncia e si «scrive» nei
programmi elettorali e i comportamenti concreti. Ricordiamo che anche quest’anno i Comuni avrebbero potuto differenziare l’intervento fiscale favorendo il reddito fisso con esenzioni totali e
parziali per i lavoratori dipendenti . In pochissimi l’hanno fatto e ciò è grave e sbagliato».

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