A “Vini nel Mondo” escono allo scoperto gli sciamani del vino

A “Vini nel Mondo” escono allo scoperto gli sciamani del vino

Spoleto (Pg) – Non vogliono essere confusi con i produttori biologici né con quelli biodinamici, non hanno un codice disciplinare ma quella che, un po’ monasticamente, definiscono la
“Regola”, e probabilmente non avranno mai nemmeno un logo. E’ il gruppo dei “Vini veri“, quindici cantine attive nel centro-nord, uscito allo scoperto a Spoleto durante la manifestazione
Vini nel mondo“, dove hanno eletto il loro presidente, Giampiero Bea.   

“Non siamo né biologici, né biodinamici, anche se apprezziamo Nicolas Joly (il portavoce mondiale della biodinamica in enologia – ndr.) – spiega Bea – La nostra filosofia è
molto semplice: assistere la natura nel processo che dall’uva arriva al vino, non dominarla. All’espressione ‘fare, produrre vino‘ noi preferiamo dire che ‘generiamo vino‘. Siamo
piuttosto dei naturalisti, seguiamo la natura, usiamo processi naturali vecchi di mille anni. Seguiamo anche le fasi lunari perché la luna ha effetti sui processi di generazione del vino.
E per questo qualcuno ci vede un po’ come degli Sciamani”.   

Nella loro “Regola“, tra i tanti obblighi, quelli di non usare concimi chimici, coltivare solo vitigni autoctoni, vendemmiare manualmente, utilizzare in cantina solo lieviti indigeni
presenti nell’uva delle cantine stesse.   
“Le nostre regole sono ancora più restrittive delle norme che disciplinano la produzione biologica”, aggiunge Bea che, a sostegno dei suoi vini veri, ha ottenuto il viatico di Luigi
Bavaresco, dell’Università cattolica di Piacenza.   
Secondo Bavaresco, i vini che seguono processi naturali, contengono concentrazioni di resveratrolo, un polifenolo che ha effetti eccezionali, infatti, oltre ad essere di per sé un
antiossidante ed un antinfiammatorio con capacità chemioprotettive e neuroprotettive, induce l’organismo a produrre altre molecole antiossidanti e moltiplica gli effetti della melatonina,
l’ormone noto per regolare il ciclo sonno-veglia, contenuto anche questo nei vini rossi.   

E sempre i vini naturali – ha sottolineato la professoressa Silvana Hreile, dell’università di Bologna, meglio di altri vini, assorbono questo polifenolo dall’uva che lo contiene. La
naturalità dei processi di produzione dei vini – hanno sottolineato entrambi i docenti – sono una garanzia di maggiore concentrazione di molecole “buone”, vere e proprie cellule
“salvavita”.

Maria Gabriella Giannice  Ansa.it per NEWSFOOD.com

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