Donne: cuore in pericolo con i carboidrati “cattivi”
16 Aprile 2010
Abbondanti dosi di carboidrati ad alto indice glicemico (come pane bianco, pizza o riso) raddoppia la frequenza di malattie cardiovascolari nelle donne.
Questo il verdetto di una ricerca della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, diretta dalla dottoressa Sabina Sieri e pubblicata su “Archives of Internal Medicine”.
Come spiegano gli esperti, l’indice glicemico (IG) misura la velocità con cui un alimento fa aumentare i livelli di glucosio nel sangue. Per determinarlo, si usa una scala da 1 a 100:
oltre 70, i cibi sono considerati ad alto indice glicemico e causano notevoli fluttuazioni del livello di zuccheri ed insulina nel sangue.
Allora, la squadra diretta da Sieri ha preso in esame 48.000 volontari, uomini e donne risiedenti in Italia, osservando alimentazione e salute. Durante il periodo della ricerca (8 anni) 463
soggetti (il 63% di sesso maschile) è stato colpito da problemi al cuore. Alla fine gli scienziati hanno così notato come le donne che prediligevano pietanze ricche di carboidrati
ad alto indice glicemico mostravano un’incidenza doppia di disturbi cardiaci rispetto alle altre. Infatti, il 25% delle donne che avevano assunto la dieta con il più alto carico
glicemico aveva un rischio di patologia coronarica aumentato di 2,24 volte rispetto al 25% con un carico più basso.
Per spiegare il fenomeno, la dottoressa Sieri tira in ballo la capacità dei carboidrati ad alto indice glicemico di far calare nelle donne il livello di colesterolo HDL. La diminuzione
di tale colesterolo benefico farebbe salire il livello di trigliceridi, con danni potenziali per l’organismo.
Tuttavia, i ricercatori fanno notare come la maggiorazione del rischio dovuta all’indice glicemico colpisse soltanto le donne: per gli uomini, nessuna relazione.
Concludono così gli studiosi:” Possiamo ipotizzare che gli effetti avversi di una dieta ad alto indice glicemico nelle donne sono mediati dalle differenze di genere nel metabolismo delle
lipoproteine e del glucosio, ma occorreranno ulteriori studi prospettici per verificare l’associazione tra un alto carico glicemico nella dieta e il rischio cardiovascolare nell’uomo”.
Fonte: Sieri S et al., “Dietary Glycemic Load and Index and Risk of Coronary Heart Disease in a Large Italian Cohort”, Arch Intern Med 2010
Matteo Clerici
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