Arachidi italiane, avocado e salumi halal: a Cernobbio, l’agroalimentare che cambia
21 Ottobre 2013
Un nuovo modo di fare agroalimentare, un diverso modo di affrontare l’agricoltura.
Al recente forum di Cernobbio, sono emersi i modi di fare dei giovani imprenditori, decisi ad affrontare la crisi usando in positivo alcune delle paure recenti, come il clima che cambia o la
presenza di cittadini d’etnia e fedi diverse.
Ecco allora Marco Razzolini: coltivatore di Toscana, sfrutta le mutate condizioni atmosferiche per ottenere arachidi 100% made in Italy, migliori di quelle tradizionali, d’origine straniera.
Andrea Passani lavora invece in Sicilia: forse ispirato dalla natura calda della sua isola ha iniziato una coltivazione di avocado autoctoni.
Altri loro colleghi, come Antonio Salis, hanno deciso di rispondere alle nuove sensibilità alimentari: ecco allora salumi a base di carni di pecora e capra, espressamente realizzati per
le comunità ebraica ed islamica.
Ma l’agroalimentare presentato a Cernobbio è anche attenzione per l’ambiente e tutela delle fasce deboli.
Il primo punto è rappresentato alla perfezione da Daniele Gioia: nella sua azienda in Basilicata coltiva funghi impiegando scarti di caffè presi in discarica.
Il sociale è invece la base dell’attività della fattoria di Elena Comollo, in Piemonte. Il lavoro è predisposto per aiutare i ragazzi in situazione di grave svantaggio,
favorendo l’ingresso nel mondo del lavoro e rendendo più agevoli eventuali percorsi di riabilitazione.
Matteo Clerici






