Barolo ed agnolotti: al “Lincoln” di New York un Natale piemontese
3 Dicembre 2012
Agnolotti ed un bicchiere di Barolo. Senza dimenticare bagna cauda e tartufo. E’ un classico pasto di Natale del Piemonte. Unico fatto degno di nota, la mangiata non avviene nei palazzi di
Torino o tra le colline della Langa ma a New York. A Manhattan, cuore pulsante della Grande Mela, si trova il Lincoln Ristorante,
fusione di cucina ed arte moderna.
Chi arriva sulla 65° Strada si trova così davanti una struttura raffinata, con 120 posti a sedere, tetto ricoperto d’erba e vetrata con vista panoramica. Al comando, due italiani: il
manager Paolo Novello ed il cuoco Jonathan Benno, con il compito di usare saggiamente i milioni messi a disposizione del Patina Group.
A spiegare come, lo stesso Benno: “Qui la sfida è saper offrire il cibo adatto ad ogni tipo di clientela quasi a tutte le ore dalla coppia del Connecticut giunta in vacanza per vedere lo
spettacolo dei loro sogni ai newyorkesi DOC che considerano il Lincoln Center una sorta di cortile di casa e vengono a cenare qui tre volte alla settimana”.
Allora, ecco la decisione di puntare sul Made in Italy gastronomico, “Il più apprezzato a New York, insieme quello cinese”. La coppia Benno-Novello ha portato sulla tavola del ristorante
menu regionali, uno diverso per ogni tre mesi: nel passato è toccato alla Calabria, nel futuro toccherà all’Umbria.
Ora però è tempo del Piemonte, che Benno chiama “Una regione molto apprezzata per la varietà di ingredienti senza paragoni che hanno aiutato a definire la cucina italiana
come il formaggio di Castelmagno, gli agnolotti, il Barolo e ovviamente i tartufi bianchi”.
Inoltre, con l’avvicinarsi del Natale è prevista un’offerta speciale, con tartufi bianchi che si ritrovano nel tajarin al sugo di pollo, negli agnolotti di vitello e negli gnocchi alla
fonduta.
E, per rimanere aggiornati, i due al comando compiono spesso viaggi di studio tra locali e ristoranti d’Italia, “Per respirare le emozioni del vostro Paese, perché servono la migliore
cucina”.
Il caso del Lincoln Restaurant non è isolato, ma uno dei tanti locali top level che pongono la cucina italiana come cardine della loro offerta.
Arrivata negli USA al seguito degli emigranti, la gastronomia tricolore ha imitato la loro ascesa sociale. Così, da piatti per i poveri e gli emarginati, è diventata prodotto di
buon livello ed ora è simbolo di ricchezza, spesso mischiato con ingredienti locali a rivendicare una sorta di “americanità” guadagnata a caro prezzo.
Matteo Clerici





