Cioccolato fondente: meno ictus per le donne

Cioccolato fondente: meno ictus per le donne

By Redazione

Le donne ed il cioccolato fondente, buon rapporto: l’alimento aiuta le signore a ridurre il pericolo di ictus.

Tale informazione è presente in una ricerca del Karolinska Institutet (Stoccolma, Svezia), diretta dalla dottoressa Susanna Larsson e pubblicata sul “Journal of the American College of
Cardiology”.

Per cominciare, Larsson col suo team ha selezionato 33.000 donne, dai 49 agli 83 anni. Per 10 anni (1997-2007) gli esperti hanno monitorato il campione, incrociando i dati sull’insorgenza di
ictus con quelli del consumo di cioccolato, in primis cioccolato fondente.

Tale sistema ha messo in luce come le consumatrici più decise di fondente (più di 45 gr./settimana) avevano un rischio ridotto, con ogni anno 2,5 ictus ogni 1000 donne. Tutto
l’opposto per le consumatrici più limitate (meno di 9 gr./settimana) che mostravano 7,8 casi all’anno su 1000 persone.

Per gli esperti svedesi, la minore vulnerabilità è dovuta ai flavonoidi. Forniti in quantità dal cioccolato fondente, tali antiossidanti cacciano ed eliminano i radicali
liberi, causa primaria della malattia.

Pur soddisfatta dal risultato del lavoro, la dottoressa Larsson vuole inquadrarlo nella giusta prospettiva. Per cominciare, dati chiari sul cioccolato, ricordando come questo “Ha un alto
contenuto di calorie, grassi e zuccheri”; allora, “Rispetto al cioccolato al latte quello fondente contiene più cacao e meno zucchero, è (quindi) consigliabile il consumo di
quest’ultimo”.

In ogni caso, conclude l’esperta, il cioccolato non è un filtro magico, da mangiare senza ritegno con la speranza di risultati miracolosi. Sono altre le mosse primarie per l’ictus:
riduzione/eliminazione di fumo ed alcol, dieta equilibrata, esercizio fisico. Poi, si può anche giocare la carta “dolce”.

FONTE: Susanna C. Larsson, Jarmo Virtamo, and Alicja Wolk, “Chocolate Consumption and Risk of Stroke in Women”, J. Am. Coll. Cardiol., October 18, 2011; 58: 1828 – 1829.,
doi:10.1016/j.jacc.2011.07.023

Matteo Clerici

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