Roberto Vitali difende la posizione del Pastificio Annoni sui Pizzoccheri della Valtellina, prodotti a Fara Gera d’Adda
13 Dicembre 2010
Newsfood.com:
Roberto Vitali è bergamasco ed è logico che voglia sostenere la tesi che porta benefici al Pastificio Annoni di Fara Gera d’Adda ed al territorio bergamasco ma non è solo
una questione di campanilismo: Annoni, anche a detta del Ministero delle Politiche agricole nel 2005, ha le carte in regola per non essere escluso dalla IGP per i pizzoccheri che produce a
livello industriale e dei quali è il maggior produttore. E’ la strada che probabilmente gli permetterà di ottenere “con la forza della legge”, ciò che pazientemente ha
cercato di ottenere con il buon senso ma ha sempre trovato la porta sbarrata.
E’ giusto e sacrosanto difendere le proprie posizioni ed i propri diritti, quando sono leciti e difendibili. E’ discutibile, e controproducente, arroccarsi dietro a fragili barricate di carta:
prima o poi vengono spazzate via.
Roberto Vitali:
Avendo preso parte alla conferenza stampa organizzata dal Pastificio Annoni di Fara Gera d’Adda lo scorso 24 novembre e avendone riferito su alcuni organi di stampa, non posso esimermi da alcune
riflessioni che vengono spontanee alla lettura di questo comunicato stampa del Comitato per la Valorizzazione dei Pizzoccheri della Valtellina.
1 – La prima osservazione è che, essendo stata la conferenza stampa di Annoni condotta con modi del tutto pacati e di buon senso, mi sorprende il tono decisamente bellicoso e sin troppo
sicuro della vittoria che appare evidente da questo comunicato. La dottoressa Emanuela Zecca, addetta stampa anche del Comitato, era presente all’incontro di Fara Gera d’Adda e quindi
è testimone di una ulteriore mano tesa che Annoni ha rivolto alla controparte. Un altro tono si poteva quindi usare, nella presa di posizione e nella risposta al convegno.
2 – Nel comunicato non si fa cenno alla presa di posizione del Ministero delle Politiche Agricole che, in una lettera datata aprile 2005, scrive testualmente rivolgendosi al Comitato valtellinese
:«Qualora codesto Comitato non sia in grado di produrre altra documentazione storica idonea a provare che la documentazione presentata dal Pastificio Annoni non rifletta la realtà,
questa amministrazione provvederà d’ufficio ad ampliare l’areale di produzione a parte del territorio della Provincia di Bergamo, in cui ad oggi risulta provata la produzione storica dei
Pizzoccheri della Valtellina». Sono passati cinque anni e nulla si è mosso, ma ora gli Annoni vogliono valersi di questa presa di posizione del Ministero che – questa sì –
dà forza alla documentazione presentata da Annoni e non la sminuisce come invece scrive e vorrebbe il Comitato.
3 – Nessuno vuole scippare alla Valtellina i suoi pizzoccheri, tanto è vero che su tutte le confezioni prodotte a Fara Gera d’Adda è scritto “Pizzoccheri della Valtellina”. Si
riconosce quindi che il nome tradizionale è quello.
4 – Nessuno si è mai sognato di scrivere o di dire che l’area lungo il fiume Adda sia zona di produzione di grano saraceno, ma si deve prendere atto da parte di tutti che anche il grano
saraceno con cui in Valtellina si preparano i “pizzoccheri della Valtellina” non è per nulla prodotto in Valtellina.
5 – In attesa che altri, più preparati di me sull’argomento, prendano posizione, ricordo che ci sono parecchi casi in Italia di prodotti Igp che vengono prodotti in aree diverse, anche
fuori dalla città o dalla provincia da cui hanno preso il nome. La Mortadella Bologna Igp, ad esempio, si può produrre in mezza Italia, in Lombardia, Piemonte, anche in Toscana, e
si chiama sempre Mortadella Bologna Igp. Il Cotechino di Modena Igp si può produrre anche in Veneto e in Lombardia, compresa la provincia di Bergamo, eppure sulle confezioni è
scritto sempre “Cotechino di Modena Igp”. Quindi perché gridare allo scandalo se i “Pizzoccheri della Valtellina Igp” – vista la documentazione storica prodotta – usciranno anche da uno
stabilimento di Fara Gera d’Adda che tra l’altro ci risulta essere stato il primo a produrli in modo industriale e rimane il maggior produttore?
Roberto Vitali
giornalista
Newsfood.com




