Monito Fao: “La zootecnica fuori controllo è una minaccia”

Monito Fao: “La zootecnica fuori controllo è una minaccia”

By Redazione

E’ necessario uno sforzo comune per regolamentare la questione degli allevamenti animali.

Altrimenti, lo sviluppo selvaggio del settore porterà danni e svantaggi per tutti. Prima, per i piccoli allevatori e gli Stati in via di sviluppo, tagliati fuori dal ciclo produttivo.
Poi, per tutto il pianeta, colpito da aumento di surriscaldamento e da virus e malattie, conseguenze di allevamenti poco controllati.

Queste le conclusioni FAO, incluse nel rapporto SOFA (Stato dell’alimentazione e dell’agricoltura 2010), chiamato “Livestock in the balance-Le sfide della globalizzazione per il settore
zootecnico” e presentato in questi giorni a Roma.

Secondo gli esperti FAO, di per sé il bestiame è risorsa positiva: contribuisce al 40% della produzione agricola mondiale e fornisce i mezzi di sostentamento (anche alimentare)
per circa 1 miliardo di persone.
In questi ultimi anni, il settore ha però vissuto repentini cambiamenti: aumenti di reddito nei nuovi ricchi mondiali, crescita urbana ed aumenti di popolazione hanno fatto impennare la
domanda di carne. In più, le modalità di produzione sono state modificate da sviluppo tecnologico e globalizzazione dei commerci.

Ma, evidenzia la FAO, a tale dinamismo non corrisponde un’adeguata capacità di regolamentazione della politica, adagiata in una sorta d’immobilismo istituzionale.

Allora, gli studiosi propongono un radicale cambio di rotta: “Una politica appropriata e sostenibile”, che riesca a conciliare sostegno della zootecnica (contro fame e povertà) a difesa
dell’ecosistema, tramite riduzione dell’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera.

Per attuale tale sviluppo sostenibile, però, la FAO ha bisogno di risorse finanziarie. E, dei 23 miliardi di sostegno promessi dai Paesi ricchi al G8 dell’Aquila, finora nessuna traccia.

La ha dichiarato Jacques Diouf, direttore generale dell’agenzia alimentare delle Nazioni Unite, rispondendo alle domande di giornalisti a margine della presentazione del Rapporto 2010 sullo
stato dell’Agricoltura.

Spiega così Diouf: “Non sappiamo se siano andati altrove. Mi rendo conto che ci vuole tempo affinché’ gli impegni si traducano in realtà’. L’impegno era triennale, il 2009
e’ già’ passato e ancora non si e’ visto niente. Il mio e’ soltanto un campanello d’allarme. Non escludo che gli aiuti siano andati a governi, ai canali regionali, a strutture
multilaterali, ad altre agenzie. La FAO non ha visto niente. Abbiamo avuto a disposizione 400 milioni di dollari per l’acquisto di sementi, ma si e’ trattato di danaro stanziato prima del G8
dell’Aquila”.

Matteo Clerici

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