Lavoro: Usare l’apprendistato come ultimo anno di scuola dell’obbligo
21 Gennaio 2010
“Basta con le finzioni che alimentano il disadattamento scolastico. Un anno di apprendistato per completare la scuola dell’obbligo è molto più utile rispetto al parcheggio
forzato nelle aule e permette ai giovani di maturare un’esperienza utile ad entrare nel mondo del lavoro”.
Con queste parole, il Presidente di Confartigianto Giorgio Guerrini apprezza l’emendamento al Ddl lavoro, collegato alla Finanziaria, approvato oggi dalla Commissione Lavoro della Camera.
“L’emendamento – sottolinea Guerrini – risponde alle sollecitazioni di Confartigianato tese a rilanciare questo rapporto a causa mista, formazione e lavoro, grazie al quale i giovani hanno
un’opportunità in più per inserirsi nel mondo del lavoro. Non è cosa da poco se si considera che l’Italia che, tra settembre 2008 e settembre 2009, ha visto crescere il
tasso di disoccupazione dei giovani under 25 dal 19,5% al 23,5%. Senza dimenticare che siamo al terzo posto in Europa per il più alto tasso di disoccupazione dei giovani under 25,
preceduti soltanto da Spagna e Grecia. Ancora più negativo il record italiano per il tasso di occupazione dei giovani under 29: siamo al penultimo posto tra i Paesi Ue con un valore del
39,3%, rispetto alla media europea del 51,2%”.
“L’apprendistato – aggiunge Guerrini – rappresenta il principale strumento di inserimento lavorativo nelle imprese artigiane attraverso un percorso di formazione e lavoro. Nel 2008 (ultimo dato
disponibile) gli apprendisti nelle imprese artigiane erano 218.344, vale a dire circa un terzo rispetto al totale dei 640.863 apprendisti”.
Inoltre, secondo il Presidente di Confartigianato, “la valorizzazione dell’apprendistato, secondo Confartigianato, può consentire a giovani di acquisire quelle competenze che le imprese
non trovano sul mercato del lavoro”. Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato, infatti, nel 2009, nonostante la crisi, 1 impresa artigiana su 4 ha avuto difficoltà a reperire
personale qualificato. Con il risultato che lo scorso anno, rispetto ad un fabbisogno occupazionale di 93.410 persone, i piccoli imprenditori hanno dovuto rinunciare ad assumere il 25,1% della
manodopera necessaria, pari a 23.446 persone.
confartigianato.it
Redazione Newsfood.com+WebTV
info@newsfoodcom.wpcomstaging.com





