Veneto: All’agricoltura serve meno burocrazia e più credito

Veneto: All’agricoltura serve meno burocrazia e più credito

By Redazione

Legnaro (Padova) – Le imprese agricole del Veneto hanno urgente bisogno di una boccata di ossigeno, sotto forma di meno burocrazia, più credito, sostegno agli investimenti
strategici, necessaria per far fronte alla congiuntura negativa registrata nel 2008, che sta trascinandosi anche in questi primi mesi del 2009.

“Lo specifico provvedimento anticrisi è pronto per l’aula e l’auspicio è che il Consiglio lo approvi rapidamente, dando così le risposte delle quali il sistema primario ha
urgente bisogno. Ma anche le banche devono fare la loro parte e aprire i rubinetti del denaro fresco, dimostrando di saper rispondere al supporto avuto dal governo in questa fase di crisi
finanziaria mondiale”.

Lo ha detto il vicepresidente della Giunta regionale del Veneto Franco Manzato, intervenuto alla presentazione del rapporto sulla congiuntura del settore agroalimentare regionale, elaborato da
Veneto Agricoltura in collaborazione con Unioncamere e illustrato stamani alla Corte Benedettina di Legnaro, in provincia di Padova, dal nuovo amministratore unico dell’agenzia regionale per il
settore primario Paolo Pizzolato e dal responsabile del Settore Studi Economici Alessandro Censori.

Dal rapporto emergono più ombre che luci: a fronte di una produzione ai prezzi di base che aumenta dai 4 miliardi 810 milioni di euro del 2007 ai 4 miliardi 949 milioni del 2009, il
valore aggiunto per le aziende diminuisce infatti del 5,4 per cento, passando dai 2 miliardi 328 milioni ai 2 miliardi 203 milioni. In altri termini: aumenta la produzione ma diminuisce il
reddito, perché cresce il divario tra costi di produzione e prezzi pagati ai produttori. E tutto questo mentre diminuiscono del 17 per cento gli occupati e del 3,3 per cento il numero
delle imprese (calo peraltro fisiologico, che porta per contro ad un aumento della superficie media aziendale).

Va meglio invece il settore agroalimentare, con un incremento del 2,5 per cento del numero delle imprese, una stabilizzazione degli occupati (circa 37 mila unità) e una crescita del 2,3
per cento del fatturato. Crescono le importazioni ( 1,7 per cento), ma c’è un forte aumento dell’export ( 7,7 per cento), con una conseguente riduzione (del 13,6 per cento) del deficit
della bilancia commerciale dei prodotti agroalimentari.

“A fronte di questo scenario la giunta si è attrezzata per tempo con il progetto anticrisi in fase di approvazione – ha ribadito Manzato – ma anche con una diversa modulazione dello
sviluppo rurale (con un aumento del “peso” dei contributi a fondo perduto dal 30 fino al 40 per cento e, a certe condizioni, anche al 50 o addirittura 60 per cento), l’attenzione ai giovani e
ai progetti di filiera. Per lo sviluppo rurale il Veneto ha recuperato altri 160 milioni di euro, che si aggiungono all’intervento pubblico originario del PSR che ammonta a circa 914 milioni di
euro”.

“Stiamo anche operando per valorizzare le nostre produzioni di qualità (presto arriveranno altre 6 nuove IGP o DOP) e stiamo definendo accordi con la distribuzione per rendere più
visibile al consumatore il prodotto veneto certificato. Il nostro obiettivo – continua il vicepresidente – rimane quello di assicurare più reddito alle imprese, per incentivare
investimenti e la ricchezza nel territorio. Ma questo richiede anche una maggiore disponibilità da parte del sistema del credito, che non può chiedere aiuto al governo,
cioè ai cittadini, e poi restringere i canali di accesso al denaro”. Parole di elogio Manzato ha rivolto a Veneto Agricoltura: “un’agenzia di prim’ordine a livello regionale e nazionale,
che vogliamo rendere ancora più competitiva e flessibile”.

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